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Avete notato quanto spesso viene colpito chi denuncia?

La censura del web per chi denuncia


La censura del web per chi denuncia
29/12/2010, 16:12

Più passa il tempo e più mi accorgo di una cosa strana: in Italia non viene colpito chi fa qualcosa di sbagliato, ma chi lo denuncia. E la cosa più preoccupante è che avviene anche via web, anche quando la "testa" si trova all'estero.
Facciamo due esempi illuminanti. Tutti conosciamo Facebook e sappiamo come funziona. A metà dicembre una pagina, chiamata "Noi con gli studenti", viene bloccata: l'accesso è possibile, ma non è possibile postare link di nessun genere e l'attività peculiare degli amministratori della pagina è completamente bloccata. Dopo 10 giorni di continue richieste all'apposito indirizzo di Facebook in cui si chiede l'atrtivazione della pagina, la risposta arriva in termini strani: si può riattivare, ma solo se uno degli amministratori mette sulla pagina il proprio nome. E così la pagina è stata riattivata come "Noi con gli studenti di Stefano Luzi". Questo è successo due giorni fa. Questa mattina tutti gli amministratori della pagina hanno avuto la brutta sorpresa di trovare il loro account bannato e tutte le pagine da loro gestite cancellate. Il perchè non si sa. Non stiamo parlando di pagine offensive o altro, ma semplicemente di pagine di informazione, con link presi dai vari quotidiani o blog on line. Anche "Noi con gli studenti", si limitava a riportare link e commenti sulle manifestazioni studentesche e sull'insoddisfazione verso il ddl Gelmini; ma null'altro. Insomma, è stato un episodio di censura inspiegabile.
Il secondo esempio riguarda Daniele Sensi, un blogger che segue molto sia la TV straniera che la radio e la TV italiana che parlano del Pdl e della Lega. In particolare, segue molto Radio Padania e spesso registra i programmi che incitano alla violenza - che su quella emittente abbondano - per poi renderli noti a tutti attraverso Youtube. Quando ha pubblicato uno degli ultimi interventi di questo tipo, in cui da Radio Padania si incitavano i poliziotti a rompere le ossa agli studenti che manifestavano, la cosa non è andata giù a Youtube (o meglio a Google, che è la proprietaria dell'altro sito). Risultato, non solo è stato cancellato quell'intervento "in quanto incitava alla violenza", ma è stato cancellato direttamente il canale creato da Daniele Sensi e su cui aveva postato tutti i video di questo genere. Perchè è stato fatto questo? La motivazione ufficiale è che i video postati incitavano alla violenza. Ora anche un bambino capirebbe che se io voglio denunciare chi incita alla violenza, mediante Youtube, devo mettere un video in cui chi incita alla violenza dice qualcosa di significativo. Ma come fanno a prendersela con me che mi limito a riprodurre qualcosa che altri hanno fatto?
Come si vede, questi sono solo due esempi, ma volendo se ne possono fare a decine. A cominciare dal fatto che anche il mio account è stato bannato da Facebook senza uno straccio di motivo. E cosa hanno in comune questi individui? Semplicemente vogliono rendere note cose che non tutti sanno, ed hanno un occhio decisamente critico verso il governo ed il suo operato. Sono cose così tremende? Tali da giustificare atti di censura così gravi?
Perchè poi, se andiamo a vedere, le pagine che inneggiano al fascismo e al nazismo su Facebook si sprecano. Compresa una pagina chiamata "Partito Nazionale Fascista" che non credo abbia bisogno di altro per richiedere non solo l'intervento censorio di Facebook, ma soprattutto l'intervento della magistratura e delle forze dell'ordine, data la palese violazione della legge Scelba che vieta la ricostituzione del partito fascista.

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di Antonio Rispoli
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