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La Chiesa salernitana vicina ai lavoratori in difficoltà


La Chiesa salernitana vicina ai lavoratori in difficoltà
12/10/2011, 09:10

L’occasione che ci induce a esprimere vicinanza e solidarietà ai tanti che, in questi mesi, vivono l’esperienza amara di stipendi non pagati o di licenziamenti pronti a partire è il continuo incontro che la Chiesa di Salerno attraverso l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Luigi Moretti, continua a svolgere ascoltando delegazioni di disoccupati, gruppi di indignati, lavoratori non pagati, pur continuando il loro impegno lavorativo. Le file di disoccupati continuano ad ingrossarsi e la speranza diminuisce.
La Chiesa di Salerno partecipa e tenta con le sue forze di essere vicino a chi vive il disagio. La sfiducia, il terrore del domani fanno da padroni alla vita di molte famiglie, già massacrate da una situazione economica drammatica, accumulano giorno dopo giorno debiti tanto da scoppiare. La Chiesa di Salerno continua a stare a fianco di chi vive i problemi e offre a ciascuno una boccata d’ossigeno attraverso la solidarietà, ma particolarmente, offrendo una certezza: Cristo, Buon Samaritano, che interpella la comunità diocesana, le parrocchie, le strutture di solidarietà. Risposte limitate, ma segno di una comunità ecclesiale che vuole partecipare e condividere le precarietà di tanti.
La Chiesa di Salerno, pur non avendo nessuna voce sul fronte dei livelli occupazionali, non si stanca di annunciare l’importanza di quel novero di valori irrinunciabili, quali la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà. Inoltre, la comunità ecclesiale, incarnata sul territorio, accompagna tutti e ciascuno senza tacere perché gli sta a cuore il destino di ogni uomo e dell’intera famiglia umana. L’invito a tutte le forze produttive a tenere alto il livello di solidarietà verso i più sfortunati, ricordando che l’uomo ha bisogno di realizzarsi e di vivere il lavoro come l’espressione di un contributo al progresso della società. La disoccupazione è una tragedia morale, non solo perché crea miseria, ma perché impedisce all’uomo la possibilità di costruire se stesso e di servire la comunità. Sotto i nostri occhi ci sono i molteplici drammi di chi ha perso il lavoro, chi è disoccupato: a costoro viene negato un diritto fondamentale e lesa la dignità umana. Non è possibile che dietro al lavoro ci sia solo il criterio della convenienza economica. L'enciclica Laborem exercens di Giovanni Paolo II si esprime al riguardo molto energicamente: «La realizzazione dei diritti dell'uomo, del lavoratore non può esser condannata a costituire solamente un derivato di sistemi economici i quali... siano guidati soprattutto dal criterio del massimo profitto» (LE, 17).
La Chiesa di Salerno esprime solidarietà e cammina a fianco di chi ha perso il lavoro, di chi ha paura del domani e alle tante famiglie che con intrepido coraggio continuano la loro missione, incoraggia tutti a non cedere alla disperazione e, nello stesso tempo, invita la comunità diocesana, le Istituzioni e le forze produttive a realizzare ogni sforzo per salvare i livelli occupazionali e ridare speranza ai tanti che vivono “senza speranza”.

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di Redazione
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