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Ignorate le sentenze di ben tre Tribunali italiani

La dimissionaria Roccella conferma i divieti sulla fecondazione assistita


La dimissionaria Roccella conferma i divieti sulla fecondazione assistita
15/11/2011, 15:11

ROMA - Il sottosegretario Eugenia Roccella dimostra per l'ennesima volta il proprio disprezzo verso i tribunali. E lo fa con un colpo di coda, che non dovrebbe essere permesso a chi sta per lasciare il proprio posto ministeriale.
E così, sono state rese note le nuove linee guida del Ministero della Salute sulla fecondazione assistita. Linee guida che sono le stesse di prima, in aperta violazione di ben tre sentenze di Tribunali italiani (Salerno, Cagliari e Firenze) che hanno dichiarato illegittime alcune disposizioni, come per esempio il divieto di diagnosi preimpianto o il divieto per le coppie affette da malattie trasmissibili geneticamente (per esempio l'anemia mediterranea) di ricorrere alla fecondazione artificiale.
Naturalmente questo documento - emanato in sordina, quasi di nascosto - ha sollevato enorme proteste da parte delle associazioni del settore.
Ma cosa ha provocato la legge sulla fecondazione assistita? Semplice: che le donne che vanno nelle strutture pubbliche sono sottoposte a delle regole (prelievo massimo di tre ovuli, da fecondare e reimpiantare tutti e tre, senza controlli nè analisi, anche se è noto che raramente il bacino della donna può reggere tre feti) stabilite dalla legge; chi va all'estero o nelle cliniche private è sottoposta alle regole usate normalmente nel mondo scientifico (prelievo di una decina di ovuli, di cui due fecondati e reimpiantati; gli altri fecondati e congelati nel caso di reimpianti successivi; diagnosi preimpianto; eventuale selezione del seme).
Ma di fronte all'estremismo religioso di persone come la Roccella o del Vaticano, scienza e ragione non possono fare nulla.

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di Antonio Rispoli
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