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LA FAME NEL MONDO AUMENTA NONOSTANTE LE PROMESSE DEI PAESI SVILUPPATI


LA FAME NEL MONDO AUMENTA NONOSTANTE LE PROMESSE DEI PAESI SVILUPPATI
18/09/2008, 11:09

L'emergenza alimentare mondiale è la più difficile degli ultimi decenni. Il numero delle persone che soffrono la fame è aumentato dal 2007 di 75 milioni raggiungendo quota 925 milioni di persone, la maggioranza dei quali sono concentrati nei Paesi poveri e in via di sviluppo. E' la nuova conta degli affamati del mondo che emerge da un'audizione parlamentare del direttore generale della Fao, Jaques Diouf. Il capo dell'agenzia Onu ha parlato oggi a Roma alla presenza delle commissioni congiunte di Affari Esteri e Agricoltura della Camera e Senato.

La sua audizione si inserisce nell'ambito di un'indagine conoscitiva avviata dal Parlamento italiano sugli effetti del vertice mondiale sull'emergenza cibo, organizzato proprio dalla Fao, sotto l'egida dell'Onu, nel mese di giugno a Roma. E davanti ai deputati e senatori, il leader della Fao ha annunciato che il problema della fame si è ulteriormente aggravato e il prezzo da pagare per risolvere la crisi è alto: 30 miliardi di dollari all'anno. Si tratta di un costo che deve affrontare l'intera comunità internazionale e le organizzazioni, in una sfida definita da Diouf "di grandi proporzioni" che servirà a raddoppiare la produzione alimentare per sfamare i 9 miliardi di abitanti che popoleranno il pianeta entro il 2050. L'impennata dei prezzi delle materie prime agricole è la causa a cui si deve l'incremento della fame.

Dopo il +12% registrato tra il 2005 ed il 2006 ed il +24% del 2007, nei primi sette mesi dell'anno l'indice Fao dei prezzi alimentari ha registrato un aumento di circa il 50%. Un incremento di cui i disordini civili registrati nei Paesi poveri nei mesi passati erano solo un avvisaglia. E le previsioni della Fao stimano ulteriori aumenti dei prezzi anche nel 2008. "Nonostante previsioni migliori per la produzione cerealicola mondiale, che dipenderà dall'aumento delle superfici investite soprattutto nella Federazione Russa - ha spiegato Diouf - i prezzi resteranno ancora sostenuti per diversi anni e nei paesi poveri la crisi alimentare continuerà".

La ricetta della crisi è anche l'unica possibile: maggiori risorse economiche, stimate in 30 miliardi di dollari all'anno. Poca cosa, secondo Diouf se paragonati al sostegno che i Paesi Ocse danno al proprio settore agricolo, che ammonta a 376 miliardi di dollari, e alle spese per gli armamenti che hanno raggiunto, nel 2006, i 1204 miliardi di dollari. Nel contesto dei Paesi donatori, Diouf ha sottolineato che l'Italia, nel 2008, "é uno dei Paesi che ha più contribuito ai fondi fiduciari della Fao" ha aggiunto Diouf, precisando anche la consistenza dell'impegno italiano: 100 milioni di euro, annunciati nel 2002, di cui 87 sono stati già versati. I finanziamenti italiani hanno permesso di realizzare 29 progetti in 41 Paesi, oltre a progetti regionali in 15 Paesi della Comunità dei Caraibi e in 15 Paesi insulari del Pacifico. La prossima tappa della lotta alla fame sarà il G8, con la presidenza italiana, occasione in cui l'Italia, secondo Diouf si giocherà "una responsabilità storica".

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di Redazione
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