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Tranquillizzanti i dati Arpac; la capitaneria riapre l'antro

La grotta azzurra è definitivamente fuori pericolo


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La grotta azzurra è definitivamente fuori pericolo
28/08/2009, 14:08

Schiume tossiche, liquami, sabotaggi, complotti camorristici e chi più ne ha più ne metta. La sempre fervida proprietà immaginifica dei partenopei ne aveva partorite di tutti i colori dopo la testimonianza di alcuni battellieri che parlavano di strane formazioni schiumose all'interno della splendida e sempre stracolma di turisti grotta azzurra di Capri.
La Capitaneria di porto, in via preventiva, aveva così subito chiuso alle visite dell'affascinante anfratto caprese; scatenando le ire dei sindaci di Capri e Anacapri che, dopo i primi giorni di stop, minacciavano di riaprire con la forza la loro gallina dalle uova d'oro qualora, la guardia costiera, non avesse rimosso il blocco. Il braccio di ferro tra le istituzioni (al quale ha partecipato come terzo incomodo anche la Regione Campania con Bassolino, Ganapini e Marone favorevoli ad una subitanea "liberazione" della grotta) è durato fino a ieri, quando, l'ammiraglio Domenico Picone, ha pubblicato una nota nella quale ordinava la riapertura del patrimonio marino di Capri e precisava che, tale decisione, non derivava da quello che definiva "un ricatto" ma dalla pubblicazione dei dati da parte dell'Arpac.
Dati che, come intuibile, precisavano l'assoluta assenza di qualsiasi tipo di sostanza nociva all'interno delle acque dell'isola. Da ieri sono dunque ricomparsi i primi visitatori (solo 560 ingressi a dispetto dei 2000 che si registrano solitamente in questo periodo) per buona pace dei sindaci, delle amministrazioni, dell'immagine di Capri e delle casse degli operatori turistici i quali, mai come quest'anno, hanno subito un'estate che definire fantozziana sarebbe poco.

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di Germano Milite
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