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Durante L’Arena presentato il video girato a Petrignano

La Madonna appare da Giletti. Con cachet pagato da noi



La Madonna appare da Giletti. Con cachet pagato da noi
18/04/2010, 20:04

Grande puntata di Domenica In, durante L’Arena condotta da Massimo Giletti, l’11 aprile scorso. In tv gli Italiani hanno potuto vedere un video che contiene quella che viene definita una “apparizione inspiegabile”, avvenuta durante una cerimonia religiosa a Petrignano, vicino ad Assisi. Giletti spiega che a quella cerimonia era presente anche una delle veggenti di Medjugorie, Maya, ed una delle presenti l’ha ripresa col telefonino; tornata a casa, dopo alcuni giorni, con grande stupore la signora si è accorta che accanto alla veggente c’è una figura luminosa. E, sottolinea, al momento della ripresa non c’era nessuno vicino alla donna e quindi nessuna spiegazione plausibile.
Se vogliamo costruirci il mistero, va benissimo così. Altrimenti, potremmo ragionare sul fatto, facilissimo da dimostrare, che in condizioni di luce scarse un oggetto bianco su sfondo chiaro appare “sparato”, come se appunto emettesse luce. Stiamo parlando sempre della videocamera di un telefonino, anche datato. Ma una spiegazione del genere non serve: meglio imbastirci lo scoop. E che lo scopo sia fare audience, Giletti lo fa capire subito: afferma di essersi procurato un altro video della cerimonia, ma dopo precisa che non riprendevano lo stesso momento. Poi introduce un secondo filmato, girato dalla stessa signora ma in un’altra posizione: ebbene, la figura luminosa c’è ancora. Quindi l’apparizione è doppia. Oppure, visto che c’erano le stesse condizioni di luce, la videocamera era la stessa e gli oggetti ripresi lo stesso, si è verificato lo stesso identico effetto dell’oggetto bianco “sparato”. Invece il secondo filmato viene quasi dimostrato come una prova, tant’è.
Armando De Vincentiis, coordinatore del Cicap Puglia, è stato più che chiaro, spiegando ancora una volta che cosa è la paraedolia, ovvero, in soldoni, la tendenza del cervello a riconoscere forme note in forme astratte. Lo stesso meccanismo che fa riconoscere una faccia in una montagna, o una pecora in una nuvola, per intenderci. De Vincentiis ha anche accennato alle considerazioni d’obbligo da fare sulla qualità dello strumento utilizzato per fare il filmato. Giletti lo ha bloccato bruscamente mentre parlava della paraedolia (in effetti, buttare giù un intero show con una parolina seria non sarebbe stato carino) chiedendo un parere direttamente sul filmato. Ed ecco la stroncatura dell’esperto: “un fenomeno di luce e noi stiamo attribuendo a questo una figura umana”. Sentenza lapidaria, che ha scatenato le reazioni del pubblico, con tanto di una sedicente esperta che afferma che fenomeni di luce del genere non si possono verificare.
Grande performance di Paolo Brosio, ben lontano dagli anni delle cronache sportive e calatosi nel ruolo di predicatore sullo stile americano. Pone l’accento sui movimenti della ‘Madonna’, negando l’ipotesi del fenomeno di luce. L’esperto del Cicap torna alla carica, inconsapevole che le cose sensate in certe trasmissioni non vengono accettate: “Una volta che abbiamo stabilito la genuinità del filmato, questo non significa la genuinità del fenomeno. Per poter spiegare cosa sia accaduto, bisognerebbe allargare l’indagine all’intero contesto, conoscendo anche personalmente l’autrice del filmato. Altrimenti sarebbe come voler spiegare un sintomo di una malattia separatamente dal corpo e dal contesto in cui questa malattia…”. E qui altra brusca interruzione di Brosio, che a spada tratta difende l’autrice del filmato e la genuinità dell’apparizione. E a breve pubblicherà un libro, in cui si parlerà anche di questa apparizione. Ma è una coincidenza, s'intende.
Giletti, cercando di fare il mediatore (con poco successo) ha continuato a parlare di esami fatti sul filmato, di tecnici di “alto livello” che hanno controllato che non fosse manipolato, e risulta che non lo è. E nessuno dice il contrario. Il problema non è una eventuale manipolazione, è il comportamento della videocamera del cellulare in quelle condizioni di luce. Botta e risposta, per una bella trasmissione di aria fritta.
Anzi, a dirla tutta, il problema è ancora un altro: ore di trasmissione dove si costruisce un mistero intorno a qualche fotogramma sgranato e sfocato, il tutto con i soldi dei contribuenti. Come le boiate presentate da Voyager, insomma. Perché la Rai, non bisogna dimenticarlo, è la televisione pubblica.

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di Nico Falco
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