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La marijuana: perchè è così perseguitata?


La marijuana: perchè è così perseguitata?
04/01/2012, 16:01

In molti Paesi c'è una legislazione che equipara il consumo o lo spaccio di hashish e marijuana (che, ricordiamolo, sono parti diverse della stessa pianta, la Cannabis indica, meglio nota come canapa indiana) a quello di droghe molto più deleterie come eroina e cocaina. Come mai?
Innanzitutto bisogna dire che, contrariamente a quanto dicono gli antiproibizionisti, fumare una "canna" non è senza controindicazioni. La cannabis contiene una sostanza (delta-3-tetraidrocannabinolo o THC) che ha un leggero effetto debilitante per il sistema nervoso. Per essere chiari, fumarsi uno spinello equivale a bere uno o due bicchieri di vino; grosso modo, si ha lo stesso effetto di "stordimento". Un effetto inavvertibile, ma non inesistente. Se la persona in questione dopo aver fumato, si mette alla guida, rischia più facilmente incidenti stradali. Se poi oltre a fumare, beve anche dell'alcool, i rischi si moltiplicano. Certo, siamo ben lontani dagli effetti della cocaina o dell'eroina, che invece colpiscono e distruggono le cellule del cervello. Inoltre non crea una assuefazione tale da non poter essere rapidamente sconfitta; le sigarette creano una assuefazione molto maggiore.
E allora come mai tanta propaganda negativa? Per spiegarlo, bisogna tornare ai primi anni del '900. In quel momento (senza che i protagonisti se ne rendessero veramente conto) si decise su cosa si sarebbe basata l'energia del futuro. Da una parte una lobby guidata dalle cosiddette Sette Sorelle (cioè le sette più grandi compagnie petrolifere, inglesi e statunitensi) che puntava sul petrolio e sui suoi derivati. Dall'altra una lobby di "illuminati", diciamo così, che invece puntavano sulla natura e sull'uso delle piante; uno dei suoi maggiori rappresentanti era John T. Ford, fondatore dell'omonima casa automobilistica.
Il punto forte di questa seconda lobby era proprio la canapa indiana, pianta che era utilizzabile in ogni sua parte: la si poteva utilizzare per creare un tessuto (la juta, usata per fare i sacchi, è canapa); delle corde; ma anche molto altro. E Ford lo dimostrò, creando la prima auto veramente ecologica fatta con la canapa: interni in juta e in canapa, carrozzeria fatta con canapa "plastificata", in modo da avere l'apparenza del metallo (e con una flessibilità e una resistenza superiore al metallo). Persino il motore era ecologico: anche se era a scoppio, usava alcool etilico ottenuto dalla canapa, che inquina pochissimo.
A fronte di questi argomenti, i petrolieri si presentavano come gli ecologisti: usando il petrolio, non sarebbe stato necessario massacrare milioni di piante per ottenere il necessario. Bastava fare un buco in terra ed ecco ucire il petrolio (visto col senno di poi, ci sarebbe da prenderli a sprangate, per aver sostenuto queste tesi).
Ma non bastava. Si decise quindi di attaccare proprio il punto forte di Ford e della sua lobby: la canapa indiana. Come? Ricordando che con essa si fabbrica hashish e marijuana. Da qui tanta propaganda che ancora oggi ha proseliti in quantità industriale. Per esempio, il fatto che la gente, mangiando insalata di marijuana, potesse impazzire (ci hanno fatto dei film su questa bufala, compreso uno di Totò; indovinate chi erano i finanziatori?). O che fumandola, si perdesse la memoria. E così via. Oggi abbiamo ancora una persona come l'ex sottosegretario della Presidenza del Consiglio, con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, che sostiene che fumare marijuana crea danni devastanti e che Stefano Cucchi è morto non perchè gli avevano spezzato la schiena e poi l'hanno tenuto senza mangiare e senza bere per una settimana, ma perchè era un drogato.
In realtà sono tutte bufale che partono da quel contrasto, di ormai un secolo fa. Un contrasto che sarebbe ora di mettere da parte. Anche perchè c'è un dettaglio che allora era sconosciuto: non c'è alcuna differenza tra l'usare il petrolio e le piante. Infatti le catene molecolari sono simili; solo che le piante hanno catene più corte. Quindi tutto quello che oggi è prodotto dal petrolio può essere prodotto dalle piante, con piccolissime differenze. Il primo a scoprire certe qualità delle piante (tanto per cambiare, si potrebbe dire) fu Leonardo Da Vinci. In uno dei codici da lui scritti, è riportata la "ricetta" per creare una materia plastica. Niente di particolare: delle foglie messe nell'acqua bollente, poi pressate e fatte raffreddare. Alcuni anni fa si sperimentò cosa ne sarebbe uscito. E ne venne fuori una specie di bachelite, cioè una materia plastica dura ma fragile. Per la cronaca, la bachelite fu una delle prime materie plastiche create dal petrolio. Quindi, adottando metodi di poco diversi, il petrolio è sostituibile dalle piante. Quello che non è sostituibile - purtroppo - sono i pregiudizi e l'ignoranza, che permettono il diffondersi di certe bufale come quelle sulla marijuana

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di Antonio Rispoli
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