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Compleatata in Norvergia la prima "arca" dopo l'era Noè

La massoneria globale monopolizza il mercato alimentare

280.000 semi di piante conservati al polo nord da privati

Ecco la piantina del bunker delle Isole Svalbard
Ecco la piantina del bunker delle Isole Svalbard
07/11/2012, 13:52

Non sappiamo se la fine del mondo è vicina, ma in Norvegia sta accadendo una cosa talmente strana quanto vera. Già in altri articoli precedenti abbiamo affrontato la questione della banca del seme costruita sotto un bunker situato nelle isole Svalbard. Non riguarda il seme umano ovviamente, ma quello vegetale. Un gruppo di società che fanno capo alle multinazionali più forti del mondo si sono adoperate per conservare sotto il gelido clima di questo arcipelago distante1000 kmdal polo nord tutti i semi delle specie vegetali del mondo. Un’operazione che vede coinvolti, tra l’altro, i soggetti che sono accusati frequentemente di monopolizzare determinate fasce di mercato globali come la Monsanto ela Pioneer Hi-Bred, leaders per la produzione di semi OGM, le fondazioni che fanno capo rispettivamente alla famiglia Rockfeller e Gates (quest’ultima sborsa 30 milioni l’anno) e semporela fondazione Syngenta.Tutteospitate dal governo norvegese che si è assunto l’incarico di ospitare il bunker dove 280 mila semi vengono conservati ad una temperatura di -18° per garantire la sopravvivenza delle specie vegetali anche in caso di guerra o di cataclisma. Aldo Gonzales, dell’Unione delle Organizzazioni della Serra Juarez in Messico, che da anni si oppone all’invasione degli Ogm nelle coltivazioni di mais messicane, non ha dubbi che lo scopo sia monopolizzare le biodiversità. Una cosa è certa, il cambiamento climatico e l’elevata temperatura terrestre minacciano la cintura del grano ogni anno e questo rende sempre meno accessibile il cibo su scala mondiale rendendo schiave le popolazioni non solo sull’utilizzo dei farmaci per la cura delle malattie, ma su un bene di prima necessità che già oggi scarseggia per politiche consumistiche e disuguali. Inoltre, ogni stato ha la sua banca del seme vegetale e l'italia l'ospita nell'Istituto del Germoplasma di Bari che, guarda caso, ha visto il 50% dei suoi semi andare in malora per un "aumento di temperatura". E se questa perdita fosse stata indotta da logiche globali? 

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di Livio Varriale
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