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La Massoneria scrive a Papa Francesco

Metta fine alle divisioni che incorrono nei nostri rapporti

La Massoneria scrive a Papa Francesco
10/10/2013, 11:29

ROMA – “Con estrema commozione e infinita gioia mi rivolgo a Voi Santità per farLe umile richiesta affinché si adoperi per porre fine alle divisioni che intercorrono nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria, con la speranza che finalmente possa regnare la giusta serenità tra le due componenti, ponendo fine alle divergenze che ancora oggi elevano un muro tra i rapporti”.
Inizia con queste parole la lettera inviata dal Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia D'Italia U.m.s.o.i. Gianfranco Pilloni Sua Santità Papa Francesco. Una vera e propria richiesta di pace e di accettazione, che fonda le sue basi sui valori e i principi comuni alle due realtà.
“[…] non siamo una componente avversa alla Chiesa Cattolica da Lei Degnamente rappresentata, anzi, tutt’altro – continua la lettera –Le nostre strade sono parallele, infatti la pensiamo come Voi per la totalità dei problemi che attanagliano la società contemporanea, come Voi ci adoperiamo per un Mondo di Pace e per il rispetto dell’Essere Umano senza distinzione alcuna e il rispetto assoluto verso tutte le Religioni”.
La storia della diatriba tra Chiesa e Massoneria inizia già il 28 aprile 1738, quando Papa Clemente XII, con la Lettera apostolica In eminenti, mette in guardia i credenti contro la Massoneria, da qui in poi condannata da diversi Papi in quasi 600 documenti.
Nel 1983 scompare dal nuovo Codice di diritto canonico la parola “scomunica” contro i massoni. Per mettere a tacere le voci insistenti di una grande svolta, il 26 novembre del 1983 Joseph Ratzinger, l'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, conferma il giudizio della Chiesa circa le associazioni massoniche e, dunque, l'iscrizione ad esse rimane proibita sotto pena di esclusione dai sacramenti: “Chi si iscrive alla Massoneria fa peccato mortale e non può accedere alla comunione. Il giudizio della Chiesa resta pertanto immutato”.
Nella lettera inviata dal Gran Maestro Gianfranco Pilloni al Santo Padre, si pone l’accento proprio sulle conseguenze che questa chiusura ha causato negli anni.
“La posizione che la Chiesa ha tenuto e ancora tiene – spiega Gianfranco Pilloni nella lettera – penalizza i Fratelli Massoni di Credo Cattolico, costringendoli a professare la fede ai margini della Chiesa e facendoli sentire quasi degli intrusi o fedeli poco desiderati”.
Già in occasione dell’inaugurazione della sede romana di Piazza Campo Marzio, a settembre del 2012, il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.m.s.o.i. aveva cercato di sfatare i luoghi comuni legati al pensiero comune sulla Massoneria: “Non si tratta di una lobby d’affari segreta. La natura della Massoneria è umanitaria, filosofica e morale. Stimola tolleranza. Pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo. La Massoneria lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose e c’è un rapporto di rispetto assoluto nei confronti di ogni religione. E’ apolitica e impone ai suoi membri i doveri di lealtà civica. Se avesse carattere di segretezza, non avremmo aperto una sede in Piazza Campo Marzio, di fronte alle Istituzioni”.
La chiusura della Chiesa e di gran parte dell’opinione pubblica, però, non ha mai smesso di esistere.
“Chiedo a Voi, Santità, uno sforzo per eliminare completamente le ormai superate intolleranze nei nostri confronti, pubblicamente, accettandomi, a seguito di questa mia supplica, a Voi – conclude il Gran Maestro Gianfranco Pilloni nella lettera – trasformare i nostri Templi in Templi per la Pace, luoghi di incontri, luoghi di testimonianza dei più alti ed elevati sentimenti di solidarietà e di fratellanza umana”.
Ci si chiede ora se Sua Santità Papa Francesco deciderà di rispondere a questa lettera, accogliendo questo ramoscello d’Ulivo e mettendo la parola “fine” all’eterna diatriba tra Chiesa e Massoneria.

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di Redazione
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