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Scoperta possibile grazie all'ammasso denominato Abel 1689

La Nasa è riuscita a misurare la quantità di materia oscura


La Nasa è riuscita a misurare la quantità di materia oscura
15/11/2010, 10:11

Gli astronomi utilizzando Hubble Space Telescope della NASA hanno approfittato di un gigantesca lente d’ingrandimento gravitazionale per creare una dei più acute e più dettagliate mappe della materia oscura nell'universo. La materia oscura è una sostanza invisibile e sconosciuta che costituisce la maggiorparte della massa presente nell'universo.
Le nuove osservazioni sulla materia oscura possono indurre a nuove intuizioni nel ruolo dell'energia oscura negli anni costitutivi dell'universo. Infatti, prima la materia tende a far scontrare le galassie e successivamente si fa spazio l’energia oscura, che combatte l'attrazione gravitazionale provocata dalla materia oscura allontanando le galassie tra loro. Mentre la materia oscura tende ad attrarre i corpi cosmici con la sua forza gravitazionale, l’energia oscura spinge le galassie a prescindere dalla dilatazione dello spazio tra di loro, eliminando in tal modo la formazione di strutture gigante chiamate ammassi di galassie.

Un team guidato da Dan Coe della NASA Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, in California, ha utilizzato l’Advanced Camera di Hubble for Surveys per tracciare un grafico della materia invisibile presente nell’ammasso di galassie Abell 1689, situato a 2,2 miliardi di anni-luce di distanza. Lì l’alta concentrazione gravitazionale del cluster, composto per la maggior parte da materia oscura, agisce come una lente d ' ingrandimento cosmico, amplificando la luce da galassie lontane dietro di essa. Questo effetto "lente d'ingrandimento" produce immagini amplificate di queste galassie, al pari di quando ci si specchia nelle funhouse dei parchi giochi. Studiando le immagini distorte, gli astronomi hanno calcolato la quantità di materia oscura all'interno dell'ammasso.

Perché è stato scelto Abell 1689? Semplicemente perché è un ammasso di galassie, osservabile nella costellazione della Vergine, ed è uno dei più massicci fra i cluster noti. Esso è noto in particolare per i fenomeni di Lente gravitazionale osservabili nel suo centro. Infatti alcune delle galassie sono il prodotto dell'effetto gravitazionale e risultano ingrandite rispetto alla loro reale dimensione. Le stesse si trovano dietro la linea visiva dell'ammasso ed alcune di esse, rifratte dall'effetto gravitazionale, sono distanti circa 13 miliardi di anni luce, ed è lì che gli strumenti moderni arrivano prima di fermarsi al vuoto cosmico, che rappresenta la parte di universo che oggi ci risulta ancora sconosciuta e che solo gli acceleratori di particelle possono darci indicazioni in merito alla composizione dell’universo e delle sue temperature prima di quella data.

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di Livio Varriale
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