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LA NUOVA MACCHINA DI OBAMA......


LA NUOVA MACCHINA DI OBAMA......
19/01/2009, 20:01

 Le prime foto ufficiali confermano gli scatti rubati e i rumors raccolti su quella che sembra una limousine ma, in realtà, la limousine che utilizzerà il primo presidente nero degli Stati Uniti, costituisce un inedito ibrido tra una berlina, un truck e...un autoblindo. Non si tratta infatti di una Cadillac DTS stiracchiata, di cui riporta sul frontale e sulla coda le identità visive delle luci a sviluppo verticale. La Presidential Limousine è basata sulla piattaforma del GMC Topkick, muscoloso truck americano fino al midollo e soprattutto in grado di garantire, con il suo telaio a longheroni, robustezza e fisicità adeguate per sopportare un carico di dotazione e sicurezza fuori ordinanza. Tutto il resto è stato sviluppato ad hoc.

NUOVA LIMO NUOVA ERA. Dietro la cortina fumogena dei servizi segreti - che per evidenti ragioni non rilasceranno mai ufficialmente i dettagli, neppure la cilindrata e il peso complessivo - non mancano i motivi di interesse per la limo sviluppata insieme alla Task Force GM. Che insieme a Ford, con le Lincoln dell’era Reagan ad esempio, ha avuto l’onore di mettere le ruote ai Presidenti USA. Un progetto tutto nuovo e non un adattamento da limousine esistenti, come accadeva fino al 1993.

CONFERME DI PORTAMENTO.  A guadarla da fuori non manca l’immaginario estetico a cui siamo abituati. A cominciare dal vestito scuro della carrozzeria, come la tipica griglia Cadillac sul muso, con i gruppi ottici anteriori e posteriori ai quattro angoli. E le bandiere degli Stati Uniti e della Presidenza sul lungo cofano, illuminate nottetempo dagli spot al led, novità adeguata ai tempi e agli sviluppi dell’illuminotecnica. Aguzzando la vista oltre il classico format a tre volumi, si notano, guardandola dal fianco sinistro, i quattro finestrini laterali, il simbolo della Presidenza verniciato, le due porte, con quella per l’ingresso dei passeggeri posteriori posta, a centro fiancata, con un passo chilometrico in bella vista. Pneumatici runflat e cerchi oversize,

ICONA DI POTERE.  Non tanto per l’attacco, quanto per la difesa e la sopravvivenza del Presidente, in grado di sopravvivere in ambiente ostile. Tra le informazioni ufficiali e vari rumors di fonti più o meno affidabili (comprese pellicole discusse come Death of a President, documentario non autorizzato del 2006 in cui si realizzava un’attentato mortale a Bush) siamo in grado di ricostruire un quadro quasi realistico della vita a bordo della limo di Obama. E delle particolarità pensate – in primis – per salvare il prezioso carico. Dal classico attentatore con fucile appostato sui tetti o nelle vicinanze, fino alle ipotesi remote ma sempre possibili, come quelle di attacchi esplosivi, chimici o nucleari, si tratta di situazioni che sulla carta trovano adeguate risposte.

VETRATA BLINDATA. La blindatura costituisce il nocciolo duro della limo, il punto di partenza obbligatorio. E se già le precedenti versioni erano in grado di resistere a scariche di mitragliatore, il passo in vanti dovrebbe essere tangibile in questa nuova versione, basta guardare lo spessore dei vetri antiproiettile e la loro stessa superficie, ridotta all’osso per limitare anche "l’area di tiro" ad eventuali malintenzionati. Inoltre, i vetri oscurati non rendono identificabili i passeggeri, mentre per la loro stessa consistenza lasciano trasparire poca luce a bordo e richiedono un’illuminazione specifica interna.

15 CENTIMETRI.  Non mancano lamiere trattate e rinforzate con spessore fino a 15 centimetri (sì, 15 centimetri!). Non solo per tetto, bagagliaio e portiere con un mix di alluminio, acciaio titanio e ceramica, ma pure per i cerchi, in modo da garantire insieme agli pneumatici rinforzati in kevlar di non fermarsi al primo proiettile sparato, e per tutti gli elementi critici, come la batteria. Le zone intorno al serbatoio di gasolio (il motore è diesel e sembra quasi dissacrante in America, ma risponde ad esigenze di robustezza ed utilizzo in tutto il mondo) sono oggetto di ulteriore protezione, con schiume assorbenti in grado di limitare al massimo il rischio esplosione o incendi.

COMUNICAZIONI SICURE.  Degno di un aereo sarebbe il kit di comunicazione alloggiato nella plancia. Con radio, telefoni, night vision camera, e soprattutto un GSM bidirezionale in grado di comunicare sempre la propria posizione alla centrale operativa. E tutto ciò anche se la limo non viaggia mai sola, ma accompagnata dal corteo con altre berline, auto della polizia, motociclette e van dei servizi segreti. Una curiosità: la blindatura meno rinforzata sarebbe da ricercare proprio nel parabrezza anteriore, in modo da ridurre la distorsione ottica per il pilota a livelli accettabili: deve pur sempre guardare la strada.

SUPERPATENTE A proposito dell’autista, c’è da dire che oltre alle tradizionali doti di riservatezza e perfetta integrità fisica viene sottoposto ad un adeguato training, per avere la padronanza in tutte le condizioni e su tutti i fondi di una limousine di sicuro non agile e maneggevole. Il training comprende anche la capacità di rispondere ad eventuali attacchi con manovre d’emergenza codificate. Non si tratta di una particolarità unica al mondo, piloti addestrati a guidare e reagire in condizioni di emergenza sono molto richiesti e ci sono alcune Case (ad esempio anche BMW) che offrono programmi specifici in tal senso.

COCOON FILTRATO.  Altre indiscrezioni raccolte sono prevedibili, come quelle – probabilmente vere – che vorrebbero gli alloggiamenti portaombrelli utilizzati per alloggiare fucili, lacrimogeni o altre armi di difesa in caso di emergenza. Ma soprattutto, la limo di Obama è pensata per assicurare la sopravvivenza in qualsiasi condizione: non solo resistenza ai proiettili dunque, ma anche bombole di ossigeno alloggiate nel bagagliaio e sotto i sedili e filtri per bloccare l’ingresso di agenti esterni dalle bocchette del clima, in caso di attacchi chimici. Con in mente la salvaguardia della vita sempre al rimo posto.

AMBULATORIO DI LUSSO. Per questo è stato previsto un kit "pronto intervento" medico che comprende pure la trasfusione di sangue al Presidente in caso di necessità (ne viene conservata una sacca nell’apposito ripostiglio refrigerato). Uno dei posti più protetti e più sicuri al mondo, in grado di trasportare quattro persone, separate dal classico vetro, tipo separé dall’autista (si comunica con il classico interfono). Con poltrone in pelle e finiture "fatte a mano" secondo la tradizione Cadillac.

SCHEDA TECNICA. Date le premesse acquisisce meno importanza guardare ai tradizionali parametri di riferimento per le auto normali, come la cilindrata. Sotto il cofano ci sarebbe un 6,5 litri alimentato a gasolio, o le prestazioni davvero poco impressionanti, con uno zero-cento in 15 secondi che coincide anche con la punta massima raggiungibile. Peso e dimensioni non consentirebbero comunque di adottare una guida sportiva. Come la stessa etichetta e la necessità di far lavorare il Presidente a bordo.

CURIOSITÀ SEGRETE. L’unico sedile a regolazione elettrica sarà proprio riservato a Obama, che – dichiaratamente maniaco di tecnologia e gadget multimediali – potrà disporre di PC dedicato con connessione wi-fi protetta, telefono satellitare con linea riservata per comunicare con la CIA, il Vice Presidente e il Pentagono. Altri particolari e fotografie probabilmente si conosceranno nel tempo e saremo pronti ad fornirveli. Come quelli che un domani, più o meno lontano, si riferiranno alla riduzione delle emissioni della limousine presidenziale, che per l’occasione avrà utilizzato una propulsione ibrida.

RAGION DI STATO. Al momento le emissioni della Cadillac Number One sono di tutt’altro tenore. E nonostante il neo-Presidente creda nelle auto ecologiche e dalle emissioni ridotte (in passato aveva venduto la sua Chrysler 300C per passare ad una Ford Escape ibrida), per "ragion di Stato" dovrà accontentarsi di muoversi a bordo di una superlimousine non proprio ecologica. Anche se in Cadillac ci tengono a far notare che l’impronta a terra non è aumentata…

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di Fabrizio Pirone
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