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La Siae gongola, ma è un danno ai cittadini

La Polizia Postale oscura 27 siti per lo streaming di film


La Polizia Postale oscura 27 siti per lo streaming di film
24/04/2013, 11:31

ROMA - La Polizia Postale di Roma ha bloccato 27 siti che consentivano agli utenti la visione in streaming di film e in qualche caso il download degli stessi. Si tratta di siti che avevano i server in Paesi (Australia, Usa, Belize, Cina, Russia, Moldavia, Romania, Olanda, Svizzera, Francia e domini in Usa Seychelles, India, Australia, Svizzera, Panama, UK, Germania) dove la legge è meno restrittiva. Così posso aggirare la Siae italiana. Per bloccarli la Polizia postale ha creato una sorta di filtri, che impedisce agli utenti italiani di raggiungere questi siti. 
La Siae ha collaborato all'indagine e in un comunicato mostra la propria felicità spiegando che questi siti le hanno procurato un danno di 1,5 miliardi di euro. 
In realtà l'esperienza pratica dimostra che chi vede o scarica film dai siti o non è in grado di pagarli (e quindi per la Siae non c'è alcun guadagno) oppure guarda i film solo per valutare se vale la pena di spendere i soldi per acquistarli (e quindi per la Siae il guadagno c'è comunque). Questa disperata battaglia che la Siae fa per aumentare le proprie entrate ed accontentare la sempre maggiore avidità di artisti e produttori è comunque una battaglia di retroguardia. E soprattutto, è una battaglia contro i cittadini. 

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di Antonio Rispoli
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