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LA SOLITUDINE DEGLI ADOLESCENTI ITALIANI


LA SOLITUDINE DEGLI ADOLESCENTI ITALIANI
02/12/2008, 10:12

Si sentono soli, gli adolescenti italiani, si rifugiano nel fumo, nell'alcol e nella droga. Ogni giorno il pc nelle loro camere è acceso, connesso alla rete, ma non per fare i compiti o ricerche, il web è divertimento. L'edizione 2008 dell'indagine annuale della Società Italiana di Pediatria su "Abitudini e stili di vita degli adolescenti", racconta le nuove difficoltà nel quotidiano dei ragazzi. Il campione nazionale di 1200 studenti delle scuole medie inferiori è di età compresa tra gli 12 e i 14 anni. 
Fra il 2007 e il 2008 i fumatori sono passati dal 23,6% al 30,2%.  I ragazzi che hanno raccontato nell'indagine dei pediatri di fumare cannabis sono passato dal 34,9 al 41,7% (un aumento del 19%), beve vino il 40,5 (+2%) e si è ubriacato oltre un ragazzo su 10 (+12% rispetto allo scorso anno). 
Sempre più web nella vita degli adolescenti, soprattutto per le ragazze che sono le maggiori utilizzatrici della rete. E diminuiscono i consumi "colti" come le ricerche scolastiche a vantaggio di chat e messanger.
 Ad entrare ogni giorno in rete è, oggi, il 42,4% degli adolescenti, mentre solo il 12% non si collega mai in Internet. Oggi le ragioni prevalenti per le quali ci si collega in rete sono proprio: messanger (75,9%), chattare (69,9%), scaricare musica/video (76,4%) e, soprattutto, utilizzare You-tube (76,5%).
Dall'indagine risulta inoltre che il 70% degli adolescenti ritiene che le regole imposte in casa dai genitori siano adeguate. Solo il 19,4% sostiene che siano troppe, mentre per l'11% sono addirittura poche. Una famiglia assolutamente non prescrittiva, quella descritta dagli adolescenti attraverso l'indagine della SIP, dove i genitori fanno pesare il loro punto di vista anche meno di quanto gli stessi figli riterrebbero ragionevole.
Costante, rispetto agli ultimi anni (circa il 70%), la percentuale di adolescenti che ha dichiarato di aver assistito ad atti di bullismo, ma diminuisce rispetto allo scorso anno la percentuale (sempre comunque maggioritaria) di coloro che considerano giusto che una vittima riferisca la cosa ad un adulto (76,8% contro il 79,2%) e aumenta quella di chi considera tale atteggiamento da "fifone o spia" (22% contro il 20%).


 

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di Redazione
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