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Influenza AH1N1 da non sottovalutare

La 'suina' che diventa stagionale, l'invito a vaccinarsi resta


La 'suina' che diventa stagionale, l'invito a vaccinarsi resta
04/01/2011, 16:01

Roma - L'influenza ha guastato le feste a qualche italiano, ma come sempre accade. Non si sono infatti registrati né si preannunciano i picchi pandemici dell'anno scorso dovuti al rapido e diffondersi dell'influenza AH1N1 meglio conosciuta come 'febbre suina' che scatenò l'anno scorso una vera pandemia. La suina c'è ancora, anzi è diventata il ceppo dominante, ma il suo andamento è ben lontano da quello pandemico e si sta assimilando ad una influenza stagionale. Il 2011 quindi su questo fronte fa ben sperare, anche se il picco influenzale, come di norma, è da aspettarsi tra fine gennaio e inizio febbraio. Sono tre i tipi di virus influenzali che colpiscono, spiega Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità: "Il primo ceppo che sta circolando è rappresentato dal virus ex pandemico, l'AH1N1, lo stesso dell'anno scorso", la cosiddetta suina. "C'è anche una circolazione del tipo B, il virus che aveva avuto una coda lunga tra marzo e aprile dell'anno scorso, e un terzo virus, di raro riscontro, l'AH3N2, quello che era dominante fino a due anni fa, prima della pandemia". Tutti e tre i virus sono coperti dal vaccino stagionale. "L'andamento dell'influenza al momento sembra essere quello delle normali influenze stagionali, non c'è stata l'anticipazione dovuta al ceppo pandemico dell'anno scorso, che aveva trovato una popolazione scolastica molto suscettibile al virus. L'incidenza dell'influenza sta aumentando da dicembre ma secondo le previsioni", spiega l'epidemiologo. Ma perchè questa volta la temibile cosiddetta "influenza suina" non sembra far paura? "A grandi linee la virulenza è la stessa dell'anno scorso - spiega l'epidemiologo Giovanni Rezza - ma si sta diffondendo più lentamente. Non c'è stato il rapido diffondersi nelle scuole come l'anno scorso ed è difficile che corra tanto rapidamente". E visto che il numero dei casi non è paragonabile, anche quelli gravi che l'anno scorso facevano tremare, ora, per la legge dei grandi numeri, non si verificano: "I casi gravi sono una piccola percentuale - spiega Rezza - finché i casi di influenza in totale non aumentano molto il numero di quelli gravi resta estremamente limitato come è adesso: meno di una decina in tutta Italia, e per ora non risultano decessi".

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di Rosario Lavorgna
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