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Lago d'Averno: Verdi chiedono solidarietà a Maroni


Lago d'Averno: Verdi chiedono solidarietà a Maroni
02/08/2010, 15:08

"Chiediamo al ministro dell'Interno Roberto Maroni di intervenire immediatamente per le minacce ai nostri militanti dopo la manifestazione 'Lago d'Averno day'. I verdi campani, adesso, sono costretti a vivere nel terrore per difendere l'ambiente e la salute". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli chiedendo un intervento immediato del Viminale per le intimidazioni subite da militanti e dirigenti Verdi (intimidazioni su cui la DIA ha già aperto un fascicolo) a causa della manifestazione sul Lago d'Averno, sequestrato ai Casalesi e rispetto al quale proprio Bonelli, in quell'occasione, aveva chiesto di scandagliare i fondali per verificare se vi fosse la presenza di rifiuti tossici.


"Abbiamo grande fiducia nel lavoro della Dia e dei magistrati campani che si sono già messi a lavoro - continua il leader nazionale del 'Sole che ride' -. Ma è necessario un intervento del ministero dell'Interno perché, in Campania, appena si interviene sulla difesa della salute e dell'ambiente in modo serio e deciso, la Camorra si mobilita immediatamente. Chiediamo ancora una volta e con maggiore forza, come avevamo già fatto durante la manifestazione, che siano immediatamente scandagliati i fondali del Lago d'Averno, perché le intimidazioni subite dai nostri militanti sono un sintomo preoccupante".


"La nostra posizione ed il nostro impegno non si spostano di un millimetro - hanno dichiarato Francesco Emilio Borrelli e Carlo Ceparano, rispettivamente Commissario regionale e presidente provinciale di Napoli del 'Sole che ride' -. In gioco c'è un interesse troppo grande per fermarsi, perché la nostra battaglia è a difesa dei laghi campani e dell'ambiente che è la prima vittima della Camorra".


"Nei prossimi giorni organizzeremo una nuova manifestazione sul Lago d'Averno. Adesso chiediamo a tutti i partiti che vogliono difendere la legalità in Campania, ai sindaci ed ai cittadini che non sono intervenuti alla manifestazione precedente di partecipare - conclude Bonelli -. Di fronte alle intimidazioni della Camorra non si può chinare la testa ma bisogna reagire con determinazione ancora più marcata".

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di Redazione
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