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Iniziativa per la salute in collaborazione con l'ISS

L'Aifa lancia l'allarme:"Gli italiani usano troppi antibiotici"


L'Aifa lancia l'allarme:'Gli italiani usano troppi antibiotici'
17/11/2010, 20:11

NAPOLI - Gli italiani fanno un uso troppo massiccio e disinvolto degli antibiotici. A sostenerlo con forza e preoccupazione è l' Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), ha lanciato la campagna di sensibilizzazione "'Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela".
I risultati della ricerca che dimostrerebbero un utilizzo eccessivo dei famraci, sono stati illustrati durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro della Salute Ferruccio Fazio, il Direttore Generale dell’Aifa Guido Rasi ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità,
Enrico Garaci.
Il ricorso quasi ossessivo agli antibiotici, hanno spiegato gli esperti durante il convegno, è dimostrato dall'alto tasso di antibioticoresistenza riscontrato nei numerosi soggetti sottoposti all'indagine dell'Aifa. Se la tendenza all'abuso non svolterà rapidamente su strade che portano al buon senso ed alla corretta informazione medica, nel giro di qualche decennio, si potrebbe addirittura correre il rischio di non trovare più cure efficaci contro le  infenzioni più diffuse. Importante, dunque, è rispettare con estrema cura le indicazioni del medico e ricorrere agli antibiotici solo dietro opportuna prescrizione. Come precisato  da Italia-news, poi, gli esperti hanno anche sottolineato la necessità di osservare con pignoleria le indicazioni terapeutiche.  
Come ha spiegato il prof. Rasi, ad esempio, "la sospensione precoce della terapia è tra le principali cause di sviluppo delle resistenze". La nuova campagna di sensibilizzazione è appena cominciata e, a giudicare dalla cifra di oltre un milione di euro spesa nel solo 2009 dagli abitanti del Bel Paese per acquistare gli antibiotici, sicuramente ci sarà parecchio da lavorare per invertire una tendenza pericolosa ed autodistruttiva di cui soffrono tanti, troppi "medici autodidatti".

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di Germano Milite
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