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Direttore di giornale web non risponde di omesso controllo

l'art.57 non si applica al web ma solo alla carta stampata


l'art.57 non si applica al web ma solo alla carta stampata
03/10/2010, 17:10

ROMA - Il direttore di un giornale on-line risponde di "omesso controllo" in caso di pubblicazioni, sul sito da lui diretto, dai contenuti diffamatori, così come avviene per la carta stampata? La risposta della Corte di Cassazione è no: viene pertanto confermato l'orientamento secondo il quale il reato previsto dall'art. 57 del codice penale, che punisce i direttori per non aver vigilato sul contenuto delle pubblicazioni, non può essere applicato al web perché previsto solo per la carta stampata.

L'articolo 57, spiegano infatti i supremi giudici nella sentenza 35511 "si riferisce specificamente all'informazione diffusa tramite la carta stampata. La lettera della legge è inequivoca e a tale conclusione porta anche l'interpretazione storica della norma".

La Corte di Cassazione nella sentenza ha ricordato i precedenti: in giurisprudenza, spiega la quinta sezione penale, si è discusso sulla possibilità di estendere il concetto di stampa anche ad altri mezzi di comunicazione, ma si è anche escluso "che fosse assimilabile al concetto di stampato la videocassetta preregistrata" ed è anche noto, ricorda la Cassazione, che la "giurisprudenza ha concordemente negato che al direttore della testata televisiva sia applicabile la normativa dell'articolo 57 c.p. stante la diversità strutturale tra i due differenti mezzi di comunicazione (la stampa da un lato, la radiotelevisione dall'altro) e la vigenza nel diritto penale del principio di tassatività".

Mentre per la tv il problema della responsabilità del direttore è stato successivamente risolto da un intervento del legislatore, il web è una materia ancora da studiare.

Il caso esaminato ha riguardato il direttore della testata 'Merate online', condannato dalla Corte d'appello di Milano per omesso controllo in relazione alla pubblicazione di una lettera ritenuta diffamatoria nei confronti dell'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli e di un suo collaboratore. La sentenza è stata annullata dalla Corte di Cassazione proprio perchè "il fatto non costituisce reato".

Così come non sono "responsabili dei reati commessi in rete gli access provider, i service provider e gli hosting provider - hanno spiegato i supremi giudici - a meno che non fossero al corrente del contenuto criminoso del messaggio diramato (ma in tal caso rispondono di concorso) così qualsiasi tipo di coinvolgimento va escluso per i coordinatori dei blog e dei forum" e per questo anche per "la figura del direttore del giornale diffuso sul web".

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di Redazione
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