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Le ampolle di San Gennaro - video


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Le ampolle di San Gennaro - video
19/09/2013, 13:08

Secondo la tradizione, dopo la decapitazione, il sangue del Santo fu raccolto in due ampolline da una devota di nome Eusebia. La donna conservò le reliquie fino al 432 quando furono consegnate al Vescovo Giovanni I e portate, insieme alle altre spoglie del Santo, all’interno delle catacombe di Napoli. Qui rimasero sino alla fine del XIII secolo quando furono condotte, unitamente alle ossa del cranio, all’interno della cripta della chiesa detta “Stefania”, primo nucleo dell’attuale Duomo della città. Nel 1305 Carlo d’Angiò, re di Napoli, fece realizzare da artisti provenzali lo splendido busto in oro e pietre preziose per custodire il cranio e il sangue del santo. Un’apposita teca, capolavoro di oreficeria angioina, fu commissionata invece da suo figlio Roberto, tra il 1309 e il 1343 per custodire unicamente le due ampolline. La teca, conservata dal 1643 nella Real Cappella del Tesoro, raggiunse la sua conformazione attuale nel Seicento attraverso delle aggiunte barocche. Solo uno, dei due contenitori, è riempito di sangue, il secondo presenta infatti solo poche gocce di liquido rosso poiché il suo contenuto fu sottratto da Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Le due ampolline vengono reinserite all’interno della teca angioina solo durante le ricorrenze legate al miracolo e vengono conservate, per motivi di sicurezza, all’interno di una cassaforte d’argento situata dietro l’altare principale della Real Cappella. Le chiavi della nicchia sono custodite dai membri della Deputazione, l’antico ente laico, nato nel Seicento, tutt’ora preposto alla tutela e all’amministrazione della cappella, delle reliquie e del tesoro del Santo.

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di Redazione
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