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Le cellule staminali, possibile soluzione a tutti i mali


Le cellule staminali, possibile soluzione a tutti i mali
05/06/2012, 17:06

Spesso si legge di cure o terapie miracolose per restituire l'uso degli arti ai paraplegici o per curare malattie degenerative come il morbo di Parkinson o quello di Alzaimher. Ma si tratta sempre di cure fatte in vitro o su cavie da laboratorio; ma non arrivano mai alla sperimentazione umana.
Eppure teoricamente la cura per tutto questo esiste. Sono le cellule staminali embrionali. Si tratta di cellule ricavate da quelle dell'embrione (cioè parliamo di un ovulo fecondato, pochi giorni dopo la fusione tra ovulo e spermatozoo), che hanno la capacità di riprodursi a volontà. Inoltre hanno la caratteristica - comune alle cellule embrionali - di specializzarsi nei diversi tipi di cellule del nostro corpo, a seconda di quali cellule sono vicine. Per esempio, messe vicino alle cellule ossee, doventano cellule ossee; vicino alle cellule del cuore, diventano quelle cellule; e così via.
Il problema è che non si conosce esattamente il meccanismo di disattivazione della riproduzione cellulare. In altri termini, non si sa perfettamente come funziona l'interruttore che trasforma una cellula staminale (che si riproduce molto velocemente, anche tre-quattro volte al giorno) con una ordinaria. Non controllando quell'interruttore, il rischio è quello che usare le cellule staminali crei dei tumori, complicando la situazione anzichè risolverla.
Ma quando si riuscirà a controllare questo dettaglio, non ci sarà malattia che non si potrà curare. Pensiamoci: Parkinson ed Alzeimher? Una iniezione di cellule staminali e si ricreano ex novo le cellule nervose danneggiate. Un tumore? Si opera chirurgicamente, rimuovendo l'organo in questione. Nel frattempo con le cellule staminali è stato creato lo stesso organo e lo si sostituisce. Ed essendo le cellule staminali della persona operata, non ci sarà neanche bisogno di prendere farmaci antirigetto - che rendono cagionevoli di salute ed esposti alle malattie - per tutta la vita. Un infarto? Se uno non resta secco sul colpo, una iniezione di staminali e si ricreano le parti del cuore danneggiato. Oppure si crea un altro cuore - più giovane e robusto del precedente - e si sostituisce. Insomma, sarebbe qualcosa più di una cura. Potrebbe permetterci di vivere molto più a lungo degli 80 anni scarsi che viviamo oggi. Non sono una panacea per guarire tutti i mali, ma anche un elisir di lunga vita.
E perchè non si fa? Beh, innanzitutto non è semplice, perchè bisogna studiare il Dna nei dettagli, per trovare questo "interruttore". E per farq uesto servono notevoli finanziamenti, che i privati non sono disposti facilmente a metterci se non trovano una loro convenienza immediata. E questa è una ricerca a lungo termine, dato che è qualcosa dove etica e medicina viaggiano a braccetto.
Inoltre c'è il problema religioso. Non è un mistero che il Vaticano osteggia aspramente qualsiasi progresso tecnologico e sociale che migliori la condizione dei cittadini. Una persona che non sia afflitta dimentica facilmente la Chiesa e soprattutto tiene il portafoglio ben chiuso. E quindi in taluni Paesi come gli Stati Uniti o l'Italia, i finanziamenti per queste ricerche sono molto ridotti (anche se ci sono voci di programmi molto avanzati in corso di sperimentazione sulla clonazione e le staminali, come programmi segreti della Cia; ma sono voci non confermate).
E questo è un vero peccato. Anche perchè con le staminali non umane si può anche procedere alla clonazione ed ottenere un grosso aiuto per risolvere il problema della fame nel mondo. In teoria si può creare un quarto di bue, da cui tagliare ogni giorno fette e fette di carne, senza consumarlo mai. Oppure clonare all'infinito i pesci e procedere alla versione moderna del miracolo di Gesù della moltiplicazione dei pesci. Non sarebbe gratuita come quella di 2000 anni fa, ma ci possiamo accontentare. E si possono fare tanti esempi di questo genere.
Eppure, a causa di qualche pregiudizio, tutto questo è enormemente rallentato. Anche se c'è da dire che la scoperta delle staminali embrionali è troppo recente (1998) per garantire risultati in tempi brevi, anzhe senza gli ostacoli suddetti. Ma si potrebbero avere buone speranze per i prossimi 10-15 anni.

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di Antonio Rispoli
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