Cyber, scienza e gossip / Motori

Commenta Stampa

Le donne al volante sono delle vere irresponsabili


Le donne al volante sono delle vere irresponsabili
02/03/2009, 13:03

"Il 14,3% delle automobiliste non usa le cinture di sicurezza, contro il 12,6% degli uomini; il 14,3% utilizza in maniera scorretta il cellulare, rispetto al 12,2% degli uomini. Inoltre, il 5,5% delle donne sottoposte recentemente all’alcool test dalle Forze di Polizia è risultato positivo. Tenuto conto che nell'ultimo anno sono state 1.400 le vittime complessive delle "stragi del sabato sera", di cui circa 1.000 femmine (il cui costo sociale, tra l'altro, è quantificabile in 35 miliardi di euro all’anno, pari al 2,5% del PIL, che si ripercuote soprattutto sul sistema assicurativo), senza contare l'aumento di casi di violenza ed aggressioni a danno delle donne, urge adottare iniziative forti a difesa delle guidatrici indifese".

E' l'allarme lanciato dal professor Antonio Coviello -docente di marketing assicurativo nella II Università di Napoli- prendendo spunto dallo studio “Le donne al volante tra trasformazioni sociali e nuovi modelli" della Fondazione ANIA, oltre ai dati dell'Osservatorio Permanente sulle Stragi del Sabato Sera, proponendo iniziative e suggerimenti utili.

"Anche se il 70% degli incidenti gravi in ambito urbano vede infatti un uomo alla guida -spiega Coviello- l'attenzione che andrebbe rivolta alle donne per difenderle da incidenti stradali, ma soprattutto violenze ed aggressioni, andrebbe aumentata. La Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, ad esempio  ha realizzato all'uopo un progetto sperimentale denominato "Scatola Rosa" (attivo momentaneamente solo a Milano e Roma, ndr) proprio rivolto alle donne al volante che prevede l’installazione gratuita di un dispositivo satellitare GPS, il cui canone è interamente finanziato dalla Fondazione stessa. L'estensione anche ad altre aree territoriali a rischio -tra cui la Campania- consentirebbe la prevenzione e repressione di tali fenomeni. Oltre ad abbattere i costi sociali del fenomeno e risparmiare sulle tariffe rc auto. Perchè, allora, le nostre istituzioni locali non si attivano in tal senso? Cosa aspettano?",  ha chiosato provocatoriamente il docente.

"La società nel suo complesso è chiamata a un impegno concreto per debellare questa piaga sociale -ha proseguito il professor Coviello- lavorando su tutela, prevenzione, formazione, educazione stradale per risvegliare quel senso di responsabilità civica, troppo spesso dimenticato. E questo vale soprattutto per le Imprese di Assicurazioni che hanno nella tutela e nella protezione del cliente la loro ragion d’essere".

Giova ricordare che il progetto citato (in fase di sperimentazione), infatti, consiste nell’applicazione di un dispositivo satellitare a bordo della vettura che consente il collegamento 24 ore su 24 con una centrale operativa che riceve un segnale di emergenza in caso di incidente oppure in caso di aggressione o guasto meccanico. La guidatrice può mandare una richiesta di soccorso immediato premendo l’apposito pulsante o usando il telecomando, attivabile nei pressi del veicolo di appartenenza. In questo modo, in caso di allarme, la centrale localizza l’auto e informa le autorità competenti che possono intervenire per il pronto intervento meccanico o il soccorso sanitario. Viene inoltre messo a disposizione un numero verde della Sala Operativa di Sicurezza per denunciare il furto dell’automobile e attivare tutte le procedure per il recupero del mezzo, che essendo localizzabile su mappa cartografica consente il successivo intervento delle Forze dell’Ordine.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©