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All'Università di Stanford si applicano le teorie di Tesla

Le macchine con motore elettrico ricaricate in movimento?


Le macchine con motore elettrico ricaricate in movimento?
11/02/2012, 15:02

E se un domani potessimo viaggiare sulle autostrade, ricaricando contemporaneamenti le batterie della nostra vettura? Detta così, potrebbe sembrare una idea balzana, ma è quello che stanno studiando all'università di Stanford, negli Stati Uniti. Tutto parte da una teoria scoperta dal fisico serbo-americano Nikolas Tesla: se si creano due campi elettromagnetici vicini che hanno la stessa frequenza, essi si comporteranno come un unico campo elettromagnetico più grande. Seguendo questa teoria, hanno ideato un sistema - per ora allo stato sperimentale - per trasferire energia elettrica alle vetture che usano tale motore: due barre di metallo piegate a 90 gradi e poste sotto l'asfalto ad una distanza massima di 2 metri. Facendo passare al loro interno la corrente elettrica, si creano i due campi elettromagnetici richiesti. Se si mette all'interno dell'autovettura un sistema in grado di ricevere tale energia, nel breve passaggio in questo campo magnetico si possono trasferire circa 10 Kw, con una dispersione limitata al 3% dell'enertgia. Basterebbe quindi sistemare un sistema di questo genere sotto le autostrade per avere delle autovetture in grado di non fermarsi mai.
Un sistema simile per la ricarica è già utilizzato, ma in impianti statici, secondo un sistema ideato alla Boston University: si creano delle piazzole all'interno delle quali c'è questo campo elettromagnetico. In questo caso la potenza trasferita è solo un terzo di quella ottenuta con l'altro sistema.
Ma quello della Stanford University apre prospettive interessanti: se si riuscisse a farlo, il passo successivo potrebbe essere quello di creare campi continui che passano sotto i marciapiedi e dentro i muri. Così ci sarebbe accesso all'energia elettrica senza bisogno di prese elettriche, fili e prolunghe; i prodotti elettrici che oggi usano batterie (dai tablet ai PC portatili, ai rasoi elettrici e così via) funzionerebbero senza doverci preoccupare di quanta energia c'è. E così via. Non è un passo, ma un vero e proprio balzo in avanti.
Ma come sempre c'è l'altra faccia della medaglia: tutti questi campi elettromagnetici che effetto avrebbero sulle persone? Da tempo si discute della potenziale letalità dei campi elettromagnetici creati dai telefoni cellulari; c'è la famosa antenna a forma di croce di Radio Maria, il cui campo elettromagnetico è accusato di provocare leucemie e tumori; e così via. Inoltre noi usiamo molti oggetti tecnologici, che usano parti elettriche ed elettrioniche: saranno al sicuro dai campi elettromagnetici? La stessa autovettura, al giorno d'oggi, ha numerosissime parti comandate attraverso una centralina: sterzo, freni e molte parti del motore funzionano così. Siamo sicuri che i campi elettromagnetici non creino danni? Sono tante le domande a cui dare risposta, su questo punto.

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di Antonio Rispoli
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