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L'Apcom denuncia:"50 degli alimenti di provenienza anonima"

Le mozzarelle blu non sono l'unico pericolo per i consumatori


Le mozzarelle blu non sono l'unico pericolo per i consumatori
20/06/2010, 18:06

ROMA - Hanno scatenato non poco scalpore le circa 70.000 mozzarelle tedesche che, una volta aperte, si coloravano di blu. Dalle analisi scientifiche effettuate sui latticini anomali pare si sia appurato che, alla base dell'inconsueta colorazione, ci sia un particolare batterio.
In ogni caso, come sottolinea l'Apcom, il caso mozzarelle-blu non deve far dimenticare un dato fondamentale quanto preoccupante e, cioè, che il 50% dei prodotti alimentari che si acquistano quando si va a fare la classica spesa, sono praticamente di provenienza anonima.
La legge, infatti, non prevede l'obbligo di etichetta né dei controlli accurati ed efficaci per verificare l'effettivo "luogo di nascita" e coltivazione di determinati alimenti. Ciò significa, molto semplicemente, che la metà del cibo che acquistiamo può agevolmente essere spacciato per "made in Italy" ed essere stato magari prodotto e confezionato altrove. Come conferma e denuncia anche la Coldiretti, infatti, le mozzarelle germaniche non sono che "la punta di un iceberg di traffici alle frontiere spesso fondati sulla mancanza di trasparenza che favoriscono anche le contraffazioni".
Sempre secondo la Coldiretti, ad esempio, il falso made in Italy colpisce ben due prosciutti su tre che vengono venduti come italici ma che, in realtà, derivano da maiali allevati all'estero. Stesso discorso vale per un terzo della pasta ottuenuta da grano "straniero" e venduta come italiana. Dopo anni di battaglie, si è riusciti a rendere obbligatoria l'etichetta di provenienza per  carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, pollo, passata di pomodoro ed olio extravergine di oliva. Moltissimi altri prodotti di prima necessità, però, resto fuori dalla protezione irrinunciabile della trasparenza e soprattutto dei controlli di qualità.
Come intuibile, inoltre, circa la metà degli italiani (il 47%) è disposta a pagare di più per ottenere prodotti spacciati per italiani ma in realtà assolutamente non ottenuti nel bel paese. Una truffa che, ogni anno, costa qualcosa come 4,2 miliardi di euro agli ignari (e raggirati) consumatori. Naturalmente, il 30% di costo aggiuntivo che un acquirente  è disposto a sopportare, viene erroneamente collegato ad una maggior qualità dell'alimento e ad un numero di controlli che sono sottointesi ma che, in realtà, restano quasi del tutto inesistenti. Introdurre le etichette obbligatorie per tutti i prodotti, dunque,  rappresenta per Coldiretti la volotà di prendersi una "grande responsabilità nell'interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e della trasparenza e competitività dell'intero sistema Paese".
"Un segnale incoraggiante -
conclude la Coldiretti - arriva dal Parlamento italiano dove con l'approvazione del disegno di legge sull'etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti presentato da Scarpa Bonazza Buora al Senato dove e' stato ampiamente condiviso sia in commissione Agricoltura che in Aula e deve ora essere approvato dalla Camera".
Al contempo, come conferma anche Apcom, si muove in una direzione simile anche il Parlamento europeo che, negli ultimi giorni "ha votato finalmente a favore dell'obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce".

“Sicuramente c’è di che preoccuparsi quando accadono fatti gravi come quello accaduto a Torino e su cui i competenti uffici del Ministero stanno indagando. Di qui il dovere di ogni istituzione a ciò preposta di effettuare i più rigorosi controlli dei prodotti alimentari che entrano in Italia.
In questo non saremo secondi a nessuno. Ecco pertanto l’urgenza, o meglio, l’estrema urgenza di disporre di etichettatura per davvero in grado di garantire in tutto e per tutto i consumatori.
Mi chiedo comunque se chi acquista prodotti quali le mozzarelle avverta l’obbligo di essere acquirente curioso e smaliziato.
Insomma, se uno sa di comprare mozzarelle di origine tedesca sa di aver acquistato mozzarelle tedesche.
Chiaro? Ripeto: la Camera dei deputati approvi al più presto la legge sulle etichettature, così da consentire ad ogni consumatore di conoscere sul serio ciò che sta acquistando, ad iniziare dalla materia con cui quel prodotto è stato confezionato”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan torna a parlare della vicenda delle mozzarelle a Torino.

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di Germano Milite
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