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Legambiente: La tragedia della Sardegna sia da monito per la nostra Regione

La Campania ancora fragile ed esposta a frane e alluvioni

Legambiente: La tragedia della Sardegna sia da monito per la nostra Regione
20/11/2013, 16:19

NAPOLI - “I drammatici eventi che hanno colpito la Sardegna devono essere di monito per la nostra regione ancora troppo fragile ed esposta a frane ed alluvioni. Sono 504 i comuni campani in cui sono presenti zone ad elevata criticità, l’estensione di tali aree esposte a rischio è pari a oltre 2.597 kmq pari al 19% della superficie dell’intera regione. E’ fondamentale che tutti i comuni classificati a rischio si dotino di piani di protezione civile funzionali, informando e addestrando i cittadini sui comportamenti da tenere in caso di emergenza. Questo è l'unico modo per fronteggiare nell’immediato l’estrema diffusione della problematica del rischio idrogeologico e quindi per salvaguardare le vite umane esposte”. In una notaMichele Buonono e Giancarlo Chiavazzo rispettivamente presidente e responsabile scientifico di Legambiente Campania rilanciano allarme su una Campania dai piedi di argilla.
Secondo ultima ricerca di Legambiente, in Campania ben l’87% dei comuni intervistati ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio idrogeologico e il 36% presenta interi quartieri in tali aree. Nel 49% dei comuni campione della indagine di Legambiente sono presenti in aree a rischio strutture e fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche il pericolo di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Oltre la metà dei comuni in cui siano presenti zone esposte a rischio ancora non realizza una manutenzione ordinaria delle sponde, delle opere di difesa idraulica e più in generale del territorio. Solo il 58% dei comuni, si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione e appena un terzo dei comuni ha aggiornato il piano negli ultimi due anni: fatto estremamente importante giacché disporre di piani vecchi può costituire un grave limite in caso di necessità. Solo nel 27% dei comuni intervistati è attiva una struttura di protezione civile operativa in modalità h24.
“Questi dati, dimostrano come nella regione Campania sia quanto mai urgente adoperarsi per la mitigazione del rischio idrogeologico e come debba rimanere alto il livello di attenzione per frane e alluvioni, Dobbiamo lavorare, insomma, anche per affermare una nuova cultura del rischio che renda le persone capaci di evitare comportamenti pericolosi di fronte a fenomeni naturali purtroppo non più eccezionali ma intensificati, ormai con evidenza, dagli effetti dei cambiamenti del clima. Sul fronte del territorio poi – concludono Buonomo e Chiavazzo di Legambiente-è assolutamente prioritario e fondamentale dare maggiore efficacia ai vincoli che vietano di costruire nelle aree esposte al pericolo, programmare e realizzare gli abbattimenti dei fabbricati abusivi, delocalizzare dove possibile le strutture a rischio e investire in interventi di qualità per la sicurezza”.

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di Redazione
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