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Legambiente: Sui depuratori immobilismo, nessuna soluzione,nessun colpevole


Legambiente: Sui depuratori immobilismo, nessuna soluzione,nessun colpevole
16/07/2009, 15:07

“Mentre i cittadini sono preoccupati per dove far il bagno con centinia di segnalazioni e richieste di informazioni al nostro centralino, l’unica risposta che arriva dalla politica e’ quella di proseguire sulla disputa verbale tra assessore ed Arpac con la pratica sempre funzionante della politica dello scaricabarile. E per i cittadini il risultato è sempre lo stesso, identico da anni: immobilismo, nessuna soluzione, miglioramento ma soprattutto nessun che paga”. In una nota Raffaele Del Giudice, direttore Legambiente Campania commenta le vicende sulla questione depuratori in Campania che sta creando una situazione di psicosi generale tra i bagnanti.

“La dimostrazione di come in Campania sulle questioni ambientali la politica agisca in modo gattopardesco, cambiare tutto per non cambiare nulla -prosegue Del Giudice- arriva proprio dal ciclo delle acque. Nel 2001 in Campania la percentuale di costa non balneabile era pari al 15,9%. Quest’anno dopo nove anni di investimenti, fondi europei, i milioni di euro spesi, la percentuale di costa non balneabile aumenta al 17,6%. Con la provincia di Caserta che la fa da padrone con il 54,7% di costa non balneabile nel 2001 che diventa 65,8% quest’anno. Che dire -conclude il direttore di Legambiente Campania- in questo lungo periodo nulla o quasi di utile ed efficace è stato attuato alla risoluzione . Una situazione intollerabile che richiama precise responsabilità politiche e penali, circa la gestione e la manutenzione degli impianti di depurazione”.

“L’Assessore Ganapini si limita a scaricare le responsabilità sulle scelte compiute nel passato, sulle responsabilità della Hydrogest che gestisce i grandi depuratori regionali e dell’ARPAC che non effettua i dovuti controlli, ma omette di riconoscere le responsabilità della Giunta Regionale”.
È quanto dichiara il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Salvatore Ronghi, in merito alle notizie di questi giorni sull’inquinamento delle acque marine del litorale Domitio – Flegreo e sullo stato dei depuratori fognari.
A tal riguardo Ronghi ricorda come “Dopo anni dall’emanazione del Decreto Legislativo 152/2006 (sanzioni amministrative per le violazioni alla normativa sulle acque di scarico) la Regione non sia stata in grado di approvare la normativa regionale per regolamentare tutta una serie di attività, tra cui gli scarichi fognari dei piccoli comuni, incentivando l’adozione di tecniche di depurazione che richiedono inferiori spese di gestione, quali la fitodepurazione, cosa già fatta da anni nelle regioni del centro-nord Italia”.
“In quest’ottica – aggiunge - sono stati sprecati milioni di euro di fondi P.O.R. per finanziare la costruzione di impianti di depurazione per reti fognarie comunali che servono poche decine di abitanti, mentre grandi comuni, come Acerra, non sono collegati ai collettori che affluiscono ai depuratori regionali”.
“Queste – conclude il Vice Presidente dell’assise regionale della Campania - sono solo le omissioni più evidenti dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania, ed è per questo che chiedo un intervento urgente, anche in ragione del fatto che questo grande problema, aggrava ancora di più la già precaria situazione turistica del litorale dominio”.
 

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di Redazione
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