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E' l'8x8 "Freccia"

L'esercito italiano ha il suo blindato


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L'esercito italiano ha il suo blindato
16/02/2009, 09:02

Il Veicolo Blindato Medio 8x8 "Freccia" rappresenta oggi per l'Esercito il punto di partenza di un più ampio progetto di ammodernamento denominato Forza NEC (Network Enabled Capabilities), teso all'acquisizione di capacità operative e tecnologiche che consentono di disporre di forze proiettabili e completamente digitalizzate, ossia in grado di sfruttare le opportunità offerte dalle moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Tali opportunità sono da considerare, infatti, la lente attraverso cui esaminare e valutare i cambiamenti che già oggi stanno occorrendo nelle missioni militari, e che, per quanto ancora in fase di sviluppo e di ulteriore definizione anche in campo internazionale, rappresentano riferimento concettuale affinché una moderna Forza Armata possa essere organizzata, addestrata ed impiegata. Il VBM 8x8 "Freccia" è infatti il primo mezzo della Forza Armata a uscire dalla catena di montaggio completamente digitalizzato, ossia dotato di sistemi ed apparati che gli consentono di essere un elemento fondamentale del moderno sistema operativo costituito dall'insieme modulare uomo-soldato, piattaforma, robotica aereo-terrestre e sistema di comando e controllo. Sono questi gli elementi che caratterizzeranno la struttura operativa delle future Brigate medie digitalizzate che, nell'ambito del Progetto Forza NEC, l'Esercito italiano sta sviluppando per dotarsi di grandi unità elementari in grado di condurre operazioni complesse in uno spazio di manovra digitalizzato, network based e perfettamente integrato in un contesto interforze multinazionale. Lo sviluppo del concetto di forza media è considerato dall'Esercito italiano di fondamentale importanza, in quanto l'incremento capacitivo dettato dall'introduzione della tecnologia dell'informazione, dallo sviluppo evolutivo dei materiali, come anche dall'accresciuta letalità e protezione, conferirà a questa tipologia di unità un potenziale operativo ancor più rilevante, ampliandone decisamente la gamma d'impiego.
Il primo lotto di 54 veicoli, a cui ne seguirà un altro di 109, sarà consegnato alle unità della Brigata Pinerolo, che sarà la 1^ Brigata media digitalizzata dell'Esercito Italiano.
 
Alto circa 3 metri e largo 2,9 metri, il Freccia può raggiungere una velocità massima di circa 110 km/h, con un'autonomia di circa 800 km.; è in grado di trasportare, oltre ai 3 membri dell'equipaggio, 8 soldati costituenti una squadra di fanteria, ai quali assicura una efficace protezione grazie alla sua blindatura stratificata e alla efficacia dell'armamento principale, costituito da un cannone da 25 mm.
Queste peculiari caratteristiche tecniche combinate con un'elevata flessibilità d'impiego, rendono la famiglia dei VBM, perfettamente "adattabile" ai moderni scenari operativi.
Il mezzo combina infatti in maniera ottimale le principali qualità di protezione del VTLM "Lince", di mobilità della blindo "Centauro" e di fuoco del Dardo ed è la sintesi dell'esperienza operativa maturata negli ultimi 20 anni dall'Esercito italiano, dalle sabbie somale ed irachene, alle montagne innevate dei Balcani e alle strade pietrose dell'Afghanistan.
Salendo a bordo di questo veicolo si ha subito la sensazione della modernità e della complessità degli apparati in dotazione, quali ad esempio il sistema di comando, controllo e navigazione denominato SICCONA, il kit radio a banda larga per la ricezione di dati e foto, il ricevitore wi-fi per la connessione d'area ad alta velocità con i Soldati Futuro appiedati. Sistemi che rendono il VBM 8x8 non più un mero mezzo di trasporto per il soldato, ma il nodo di una rete che consente lo scambio dei dati in tempo reale dal singolo soldato fino al comando più elevato se necessario, contribuendo alla definizione del quadro generale della situazione, la così detta Common Operational Picture, e al contempo creando i presupposti per realizzare la superiorità informativa del Comandante.
L'obiettivo è quello di disporre di una capacità in grado di rendere disponibili in tempo reale tutte le necessarie informazioni, operative e logistiche, ai vari livelli di comando, anch'essi digitalizzati ed in grado di gestire e processare messaggi, dati, foto, filmati archiviati o acquisiti durante l'azione, e provenienti da una moltitudine di sensori, terrestri ed aerei, manned ed unmanned.
In sintesi le parole che possono caratterizzare la nuova piattaforma VBM 8x8 sono "protezione" e "digitalizzazione".
Oltre al VBM, gli altri elementi chiave, di questo scenario digitalizzato e rete-centrico, sono il sistema "Soldato Futuro" ed i sensori senza pilota sia terrestri che aerei.
 
Il Soldato Futuro è un complesso "sistema soldato", basato sulla sinergia uomo-dotazione, particolarmente idoneo ad assolvere le missioni derivanti dai moderni scenari operativi.
Così il soldato non è più solo un combattente, ma incorpora il ruolo di nodo centrale della complessa rete di sensori e comunicazioni virtualmente stesa sull'area di operazioni.
Con una costante e totale integrazione, egli non si limita più a ricevere ed eseguire ordini, ma contribuisce efficacemente ad alimentare il sistema di comando e controllo di cui è parte integrante, incrementando, nel contempo, la sua protezione individuale, sfruttando la notevole quantità di informazioni a disposizione, tra cui i dati biometrici e di posizione di ciascun soldato.
Tra i principali apparati a disposizione del soldato, il sistema che permette di acquisire immagini diurne e notturne sull'occhio, grazie ad un monoculare integrato all'elmetto. Anche l'arma individuale integra tutte le più moderne tecnologie dando la possibilità al soldato di osservare, puntare e catturare immagini tramite il sistema di puntamento multifunzione di nuova generazione, dotato di laser pointer e telecamera diurna e notturna.
Le riprese video, trasmesse wireless al monoculare, permettono inoltre il cosi detto "shooting around the corner" ossia "sparare da dietro l'angolo", capacità fondamentale nei contesti urbani, che consente non solo di sparare ma anche di osservare la situazione esponendo a rischi solo l'arma.
Il soldato è connesso alla rete attraverso un sistema radio a breve portata che consente di dialogare in voce e dati con il resto della squadra e con il VBM, è inoltre dotato di un computer individuale per la ricezione dei messaggi e la visualizzazione di mappe.
Può anche ottenere misure precise circa la distanza e la direzione di un oggetto o persona, grazie all'utilizzo di telemetri e bussole digitali. Il comandante di squadra e il veicolo sono loro interfacciati con il livello di comando superiore.
I sensori unmanned (senza pilota), di superficie o aerei, possono invece essere impiegati in aree ad alto rischio senza la necessità di esporre il personale a pericoli, contribuendo ad incrementare la sicurezza e la protezione del soldato impegnato in operazioni, acquisendo una significativa quantità di informazioni per avere garanzia di assoluta superiorità operativa sul territorio d'interesse, ed in grado di intrufolarsi nelle vie più strette e scendere ad altezze proibitive per altri tipi di velivoli.
I velivoli senza pilota sono già in dotazione all'Esercito italiano ed impiegati in vari Teatri Operativi.
Ad esempio il RAVEN ha un'apertura alare di 130 cm., un peso di circa 2 Kg., una velocità di crociera di 50 KM/h ed un'autonomia di 90 minuti. Dotato di telecamera elettro ottica ed infrarosso, è in grado di fornire sia di giorno che di notte una visione continuativa della situazione delle unità, nonché l'individuazione di eventuali obiettivi, grazie all'acquisizione di immagini, che vengono poi inviate ad una stazione di controllo a terra che provvederà ad inserirlo nella rete di comando e controllo.
In questo modo ogni particolare non viene acquisito solo come immagine, ma classificato secondo le sue caratteristiche e archiviato per una successiva rielaborazione.
La comparazione di scansioni del territorio effettuate in tempi diversi permette di notare aree caratterizzate da particolare dinamismo, stabilire con certezza gli obiettivi sensibili, individuare le più favorevoli posizioni adottabili da ipotetici cecchini; avere, in sintesi, il completo controllo dell'area Allo stesso modo gli Unmanned Ground Vehicle sono delle macchine operatrici di ridotte dimensioni, dotati di un sistema di propulsione a batteria, che vengono recapitate sul posto dal militare.
Questi sensori possono essere configurati con diversi tipi di payload per adattarli meglio ai diversi profili di missione, integrando apparati in grado, per esempio, di rivelare la presenza di esplosivi o di aggressivi chimici, oppure telecamere e microfoni al fine di percepire tutto quello che accade nei dintorni.

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di Redazione
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