Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Il farmaco per trattare la leucemia mieloide cronica

Leucemia: Bosutinib ne riduce la mortalità


Leucemia: Bosutinib ne riduce la mortalità
07/12/2010, 18:12

MILANO - Nel campo della ricerca sulla Leucemia mieloide cronica si è presentata una importante novità. Un nuovo farmaco, la molecola bosutinib riesce a ridurre la mortalità per la malattia e notevolmente anche lo sviluppo di nuove cellule leucemiche. I risultati sono stati proposti durante il congresso della Societa’ americana di ematologia (Ash) in corso ad Orlando (Usa), ma sono completamente Made in Italy, in particolare del dipartimento di Medicina clinica dell’Università Bicocca di Milano e dall’Unità di Ematologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza.
LO STUDIO: La ricerca ha coinvolto 502 pazienti in tutto il mondo mettendo a confronto i risultati ottenuti con questa molecola, rispetto all’imatinib, ossia il farmaco più utilizzato, attualmente, in questi casi di leucemia. I risultati ottenuti sono fortemente incoraggianti. Li ha, infatti, chiariti il Prof. Carlo Gambacorti Passerini, Associato di Medicina Interna alla Bicocca nonché responsabile del gruppo di ricerca: “La ricrescita del midollo osseo normale si è verificata nel 79% dei pazienti trattati con bosutinib contro il 75 % di quelli trattati con imatinib. Inoltre, bosutinib ha ottenuto una diminuzione maggiore del numero di cellule leucemiche residue, con quasi metà (il 47%) dei pazienti trattati che hanno ottenuto una risposta molecolare migliore (che significa la presenza di meno di una cellula leucemica su mille), rispetto a solo un terzo (32 per cento) dei pazienti trattati con imatinib”. Ciò significa che la mortalità è passata dal 4% all’1% e la malattia è progredita solo nel 2,8% dei casi contro il precedente 10%.
Di buon auspicio potrebbe essere la possibilità di regressione della malattia e quindi la sospensione di terapie, se non in tutti i pazienti, almeno in una parte di loro. Con l’imatinib, finora la leucemia è stata tenuta sotto controllo, ma la terapia non può essere sospesa. Ovviamente bisogna stare attenti nel dare troppe speranze e soprattutto nel darle in breve tempo. Si tratta di una sperimentazione ed ora, come precisa lo stesso Prof. Passerini “sono necessari dati di follow-up più lunghi e soprattutto una valutazione molto attenta del rapporto tra costi e benefici”. 
La leucemia mieloide cronica (LMC), è un tumore del sangue che colpisce in Italia ogni anno 1,5 persone ogni 100.000 abitanti. Rappresenta il 15-20% circa di tutte le leucemie dell’adulto e  può insorgere in entrambi i sessi, anche se è leggermente più frequente nell’uomo che nella donna. Si manifesta ad ogni età: rara sotto i 10 anni, generalmente la diagnosi più frequente riguarda le persone tra i 45 ed i 55 anni. Nella fase iniziale è asintomatica e solo nello stadio più avanzato può manifestarsi anemia.

Commenta Stampa
di Caterina Cannone
Riproduzione riservata ©