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I lobi frontali non hanno subito il rapido sviluppo immagina

L'intelligenza non è nei lobi frontali, va cercata altrove


L'intelligenza non è nei lobi frontali, va cercata altrove
13/05/2013, 20:06

ROMA-  La sede dell'intelligenza umana deve essere cercata in strutture cerebrali diverse dai lobi frontali, considerati finora la 'culla' dell'intelligenza.

Una ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) dimostra infatti che i lobi frontali non hanno avuto lo straordinario sviluppo che si immaginava rispetto alle altre strutture del cervello umano.

 Lo studio, britannico, e' stato condotto da Robert Barton, della Durham University, e Chris Venditti, dell'università' di Reading.

''Si pensava che l'espansione dei lobi frontali fosse stata particolarmente cruciale nello sviluppo del comportamento umano, in particolare per pensiero e linguaggio, e che i nostri lobi frontali sporgenti siano ciò che ci rende veramente umani'', osserva Barton. ''Dimostriamo - aggiunge - che questo non e' vero: i lobi frontali umani hanno esattamente le dimensioni previste anche per un cervello non umano''.

I lobi frontali sono l'area nel cervello dei mammiferi che si trova nella parte anteriore di ciascun emisfero cerebrale e si pensa che siano critici per l'intelligenza umana.

I ricercatori hanno confrontato la dimensione dei lobi frontali degli esseri umani con quella di altre specie ed hanno osservato che i lobi frontali non si sono sviluppati maggiormente rispetto ad altre aree del cervello.

Vale dire che nel corso dell'evoluzione i lobi frontali non hanno subito il rapido sviluppo immaginato dal momento in cui l'uomo si e' separato dagli scimpanze'.

Secondo i ricercatori la dimensione dei lobi frontali non può spiegare in modo esclusivo le capacita' cognitive superiori dell'uomo e ritengono che aree più 'primitive', come il cervelletto, siano state ugualmente importanti per l'espansione del cervello umano.

Molte delle capacita' cognitive umane potrebbero quindi essere svolte da reti del cervello piu' ampie, che collegano diverse aree. La struttura di queste reti, piu' di qualsiasi altra regione del cervello, potrebbe quindi essere fondamentale per le capacita' cognitive. 

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di Flavia Stefanelli
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