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Un gruppo di persone che vuole sapere come morì

Luigi Tenco: a 43 anni dalla morte c'è chi si batte per la verità


Luigi Tenco: a 43 anni dalla morte c'è chi si batte per la verità
28/02/2010, 17:02

Il 27 gennaio 1967, nel bel mezzo del Festival di Sanremo, il cantante Luigi Tenco viene trovato morto nella sua camera di albergo. Anche se la versione ufficiale ha sempre parlato di suicidio, questa è stata una versione che ha sempre convinto poco, per una serie di particolari: un colpo di pistola sparato alle 2 di notte ma che nessuno ha sentito in tutto l'albergo; uno strano andirivieni del cadavere, portato via, a quanto pare, ripulito e poi rimesso nella stanza in una posizione diversa; una pistola che dovrebbe avere sparato, ma che è stata trovata perfettamente pulita ed oliata, e molto altro. Tanto che il 12 dicembre 2005 il caso è stato riaperto, con la riesumazione del cadavere, per poi essere chiuso definitivamente nel gennaio 2009, anche se sui mass media non se ne parlava più dall'inizio dei 2006. Ma non è stato chiuso per coloro che non credono a questa versione, 15-20 mila persone, che si ritrovano nel forum http://luigitenco60s.forumfree.net, dove si può esaminare nei dettagli le "5 prove" che dimostrerebbero che la versione ufficiale è falsa. Non voglio anticipare troppo, per lasciare ovviamente a ciascuno la curiosità di andare a vedere con quanta meticolosità ed attenzione sono state esaminate tutte le prove. A cominciare dal fatto che i testimoni entrati per prima nella camera di Tenco non videro alcuna pistola; la sabbia presente sia sul viso che sui vestiti di Tenco (sabbia che fu poi eliminata dopo la ripulitura di cui si parlava all'inizio), la lettera di addio, che pare manomessa in maniera grossolana (cambia il modo di scrivere e si passa ad una grafia diversa e per di più una scrittura piena di errori). Ma il forum non si limita a dire: "Tenco è stato ucciso", va oltre. Prova a dire il come, da chi e il perchè. E anche se qualche "buco" rimane, anche a causa della mania di tenco di avere segreti con tutti, le cose sono espresse nei dettagli. E si vengono a sapere tante cose poco note. Per esempio che a Tenco interessava molto relativamente la carriera di cantante e l'esporsi in pubblico. Preferiva di gran lunga quella di compositore. Ma soprattutto che lui era un attivista del PSI; anzi, in una sua lettera alla RCA, Tenco dice espressamente che voleva cancellare il proprio nome dai futuri LP e da quello che all'epoca stava per uscire, per assumere un ruolo da dirigente in quel partito. E probabilmente la causa della morte del cantante sta proprio in questa sua passione politica, al punto che il suo nome era stato inserito in una "black list" del SIFAR, cioè il servizio segreto italiano di allora. Allora forse non è un caso che lo scandalo SIFAR, denunciato dal senatore Parri per primo, scoppiasse solo 4 giorni dopo la morte di Tenco? Una serie di interessanti interrogativi (e molti altri ce ne sono sul forum, a cui allora la Polizia italiana, ed in particolare il Commissario Arrigo Molinari, che coordinò le indagini (il suo nome è compreso tra gli appartenenti alla P2, con la tessera numero 767), non intese dare risposta. E a cui non è stata data risposta neanche oggi dalla magistratura, dato che la riesumazione del dicembre 2005 fu seguita da pochi esami grossolani e superficiali, che sembravano fatti all'insegna del: "cerchiamo di accontentare chi scoccia".
L'ultimo round (per ora) lo si è avuto pochi mesi fa, quando Sante Pisani, Segretario Politico Nazionale del Partito dell'Alleanza, e Domenico Scampuddu, Responsabile Nazionale del dipartimento delle politiche abitative dell' UDEUR, hanno inviato esposti sia al Ministro della Giustizia Angelino Alfano che alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, con tutte le prove, per eventuali risoluzioni da prendere.
Effettivamente, questo ha l'aria di essere uno dei tanti misteri italiani, dove dietro una apparente normalità ci sta tutto il marcio della politica, delle istituzioni (o almeno di certe istituzioni) e anche della criminalità, dato che il sospettato unumero uno faceva parte del tristemente noto "clan dei Marsigliesi". Un gigantesco meccanismo che sembra aver schiacciato inesorabilmente Luigi Tenco

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di Antonio Rispoli
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