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Una analisi sull'estremismo religioso presente

Magdi Cristiano Allam, il talebano cattolico


Magdi Cristiano Allam, il talebano cattolico
26/03/2012, 12:03

Da quando si è convertito al cristianesimo, il giornalista Magdi Allam (che ha aggiunto come secondo nome "Cristiano") è quasi sparito dalla TV. Ma continua a scrivere sul Giornale, con editoriali sempre più violenti contro l'Islam. Anche oggi ribatte sugli stessi tasti: occhio all'Islam, chiudiamo le moschee, siamo vittime di una guerra che ci hanno scatenato contro. E nell'editoriale richiama Oriana Fallaci, un'altra persona che aveva una profonda vena islamofobica, almeno negli ultimi anni della sua carriera.
Ma c'è veramente questo pericolo? Beh, dipende dai punti di vista. Certo, se non si vuole l'integrazione religiosa, è un punto di vista assolutamente corretto. Se si dichiara la superiorità della religione cattolica su quella islamica la conseguenza è esattamente questa. In pratica si risponde al fondamentalismo con altrettanto fondamentalismo. Mi viene in mente una frase: "Se contrapponi ad una ondata di piena una ondata ancora più impetuosa, ottieni solo di rafforzare la tempesta. Solo l'acqua calma riesce ad assorbire l'ondata di piena". Il che è vero: un fiume in piena, se trova un lago abbastanza grande da assorbirla, esce dall'emissario come una normale corrente; viceversa, se si prendono quelle parti dove si incontrano ondate contrapposte (per esempio lo Stretto di Messina, dove convergono le ondate spesso contrapposte del Tirreno e dello Ionio), il risultato è una zona dove il mare è ancora più agitato.
E' questo che si vuole? Una lotta che rafforzi i fondamentalismi da ambo le parti? Perchè è questo che si ottiene. O qualcuno ritiene che si siano avuti effetti differenti dalle invasioni di Iraq ed Afghanistan? Anzi, l'Iraq era un Paese che, sia pure sottoposto ad una terribile dittatura come quella di Saddam Hussein, era molto ostile agli estremismi. Invece adesso l'estremismo ha fatto proseliti. Non parliamo poi dell'Afghanistan: dopo 11 anni di permanenza dell'esercito statunitense e dei suoi alleati della Nato, la stragrande maggioranza della popolazione invoca il ritorno dei talebani. Ed episodi come il rogo del Corano organizzato in una base militare Usa a Kabul oppure la strage di 17 persone ufficialmente fatta da un sergente uscito di testa (in realtà si è scoperto che si è trattata di una rappresaglia organizzata da molti militari, dato che due donne sono state stuprate, prima di essere uccise) non hanno certo aumentato la simpatia per i soldati.
In realtà, opporre fondamentalismo a fondamentalismo serve solo ad ottenere due risultati. Il primo è quello di isolare i Paesi dove l'Islam è più secolarizzato, come per esempio il Marocco e la Tunisia (e fino a quando non hanno ammazzato Gheddafi, anche la Libia), che vengono privati di un importante ruolo di pontieri tra le due parti. Il secondo è quello che in questa maniera si ha buon gioco nell'influenzare quelle persone che affidano l'informazione ai soli mass media, creando quindi nuovi estremisti. Per esempio, tutti a parlare del killer di Tolosa, considerato un anti-semita perchè ha ucciso tre bambini ed un insegnante ebreo; il che, insieme al fatto che i genitori sono algerini, l'ha qualificato come estremista vicino all'Islam. Ma nessuno ha fatto presente che prima il killer ha ucciso tre soldati, di cui due erano musulmani. Allora un estremista musulmano che uccide due musulmani? Non ci siamo più.
Resta l'alternativa che ho sopra descritto per metafora: ma esiste un lago abbastanza grande da assorbire l'ondata di piena del fondamentalismo? Certo che esiste. SI chiama cultura. La stragrande maggioranza dei fondamentalisti sono persone che non si rendono conto di essere tali, perchè non hanno punti di confronto. Sono persone che non conoscono l'arabo, non sono neanche in grado di leggere il Corano. Ma hanno modo di imparare la religione da qualche imam (ovviamente estremista) che gli insegna una versione che corrisponde poco allo scritto. Ovviamente, non avendo una cultura, non sono in grado di fare raffronti, di ragionare, di attivare un senso critico. Insomma, per usare un paragone con la storia della religione cattolica, loro non hanno avuto un Illumismo che mettesse in discussione non la religione in sè, ma la religione come inizio e fine di tutta la vita sociale dell'individuo.
Non è un caso se quasi tutti i Paesi in cui prevale il fondamentalismo islamico sono Paesi la cui popolazione ha una cultura scarsa o nulla: Pakistan, Afghanistan, Arabia Saudita - solo per fare alcuni esempi - sono Paesi che non hanno una istruzione di massa. Basterebbe introdurla e i problemi svanirebbero nel giro di una generazione o due. Anche se si tratta di scuole coraniche, che differenza c'è? Basta che siano obbligatorie alcune materie: geografia, matematica, fisica, lingua araba orale e scritta, oltre alla lingua nazionale. Come si vede, nessuna materia che abbia a che fare con la religione stessa. Eppure basterebbe questo a risolvere gran parte dell'estremismo. Non tutto? No, non tutto. Qualche frangia di idiozia resta sempre, in ogni società. Noi per esempio abbiamo estremisti di destra (fasciti e nazisti), di sinistra (alcuni centri sociali e alcuni no global) e di centro (a cominciare dal Vaticano); quindi qualche piccolo gruppo si creerà sempre. Ma è ovvio che il condizionamento politico di qualche piccolo gruppo è cosa ben diversa dall'avere una popolazione che tende all'estremismo.
Oppure ci sono altri scopi nel non sconfiggerlo? Senza l'estremismo dei talebani, le fabbriche statunitensi ed europee legate all'esercito e alla fornitura di beni e servizi per i militari non avrebbero guadagnato centinaia di miliardi di dollari. Nè sarebbe necessario aumentare le spese militari, agitando lo spauracchio dell'estremismo. Insomma, agli Stati toccherebbe spendere meno per l'esercito; e magari rendersi conto che in tutti i Paesi occidentali è decisamente sovradimensionato, rispetto alle reali esigene di difesa nazionale.

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di Antonio Rispoli
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