Cyber, scienza e gossip / Ambiente

Commenta Stampa

Attivisti di Greenpeace in azione

Malta, scontri per salvare il tonno rosso


Malta, scontri per salvare il tonno rosso
15/06/2010, 09:06

MALTA - Ancora scontri a Malta per salvare il tonno rosso. Nelle ultime ore, gli attivisti di Greenpeace sono stati impegnati in un'azione non violenta per cercare di liberare i pesci da una gabbia che li trasportava verso un allevamento dell'isola. In risposta - afferma l'organizzazione non governativa ambientalista - i pescatori hanno sparato dei razzi di segnalazione e successivamente è intervenuta anche la guardia costiera maltese che ha cercato di allontanare gli attivisti con cannoni ad acqua.
"L'Unione Europea - ricorda Greenpeace - ha ordinato solo pochi giorni fa ai propri pescherecci di ritornare in porto, dichiarando chiusa la stagione di pesca, ma le operazioni in mare continuano. Tutti i Paesi extracomunitari stanno pescando, mentre anche le flotte comunitarie sono impegnate nelle attività connesse all'ingrasso dei tonni, come quella a cui Greenpeace si è opposta oggi, che stanno portando all'estinzione questa specie".
"Fermare la pesca - afferma Giorgia Monti responsabile della campagna mare di Greenpeace - è fondamentale per il futuro di questa specie. Le condizioni di questo stock sono l'esempio lampante del fallimento della gestione della pesca nel Mediterraneo, con risorse ittiche ed ecosistemi al collasso e migliaia di posti di lavoro bruciati". Di qui la richiesta della chiusura della pesca e la creazione di riserve marine in aree chiave per la riproduzione del tonno rosso, come le Isole Baleari e il Canale di Sicilia, per permettere il recupero dello stock.
La proposta di inserire il tonno rosso nella lista delle specie a rischio di estinzione, la cosiddetta convenzione CITES, è stata respinta ieri durante la conferenza di Doha, in Qatar. Ciò significa che, nonostante la volontà dell'Unione Europea, che a settembre aveva espresso il suo parere al riguardo, il tonno rosso, non verrà considerato specie minacciata di estinzione e dunque non è stato messo fine al suo commercio internazionale come richiesto da più fronti.
Avanzata dal Principato di Monaco e dalla Francia, la proposta, a cui si era allineata anche lo scorso mese il Ministro Stefania Prestigiacomo consisteva nell'abbandono della caccia al tonno rosso e nella sospensione delle esportazioni dall'Atlantico dell'Est e del Mediterraneo. Ricordiamo che le nostre acque, soprattutto al sud, sono e sono state popolate da questo tipo di pesce. Alcuni paesi ne hanno tratto la prima forma di guadgano, ormai da secoli.
Passando dalle vecchie tonnare, in cui il tipo di pesca era una vera e propria corrida (la "mattanza") a favore di sistemi più avanzati in grado di rintracciare i branchi attraverso i radar, la pesca del tonno è un settore troppo importante dell'economia per poter essere tranciato con facilità.
Ma vediamo cosa è successo in Qatar. Il Principato di Monaco appoggiato da stati come Usa, Norvegia e Kenia aveva chiesto di inserire il Tonno rosso nell'Allegato I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate (Cites).
Tra i principali oppositori vi è il Giappone, tra i primi consumatori e importatori al mondo di tonno (80% del tonno rosso pescato), che ha tirato a sé un gran numero di Paesi in via di sviluppo. La proposta è stata respinta dalla stragrande maggioranza di voti: 68 contro 20 favorevoli e 30 astenuti.

Commenta Stampa
di Nando Cirella
Riproduzione riservata ©