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Maltempo, Coldiretti: 'Danni per 100 milioni'


Maltempo, Coldiretti: 'Danni per 100 milioni'
14/11/2012, 10:36

E' il momento della conta dei danni. Allagamenti, frane e smottamenti che hanno colpito le infrastrutture nelle aree rurali, le coltivazioni agricole, ma anche causato la morte di animali, devastato stalle, serre, cantine e impianti di trasformazione alimentare, dalla Toscana al Lazio, dall'Umbria al Veneto potrebbero arrivare a costare 100 milioni di euro. 

E' la Coldiretti a fare un primo bilancio del'ondata di maltempo nel chiedere che siano avviate le procedure per la richiesta dello stato di calamita' nelle zone colpite e l'esonero dai contributi previdenziali e tributari. In Toscana si conta il maggior numero di danni nel Grossetano dove - sottolinea la Coldiretti - si e' verificata una vera strage di animali.

La zona piu' colpita e' quella sulla costa tra Albinia e Capalbio con la devastazione di impianti di trasformazione del pomodoro e delle sementi mentre sono finite sott'acqua estese superfici a cereali, ma anche serre (fragole) e alberi da frutta. Allagati anche molti oliveti e nell'entroterra dove sono sott'acqua molti campi coltivati a cereali. Riguardano almeno un centinaio di imprese agricole i danni provocati dagli allagamenti e dalle forti piogge nella sola provincia di Massa Carrara secondo la Coldiretti. 

I danni piu' gravi tra i filari delle colline del Candia dove si produce il Doc dei Colli Apuani, ferite da centinaia tra frane e smottamenti, di piccoli e di grandi dimensioni, che hanno portato via ettari ed ettari di vigneti.
 

Nella zona di Montepulciano e della provincia di Siena sono andate sommerse le coltivazioni orticole e quelle di tabacco. Le semine di cereali, in parte gia' effettuate e andate perse, sono adesso sospese in gran parte della provincia, mentre per quanto riguarda la vite sono andati sott'acqua numerosi vigneti. E' presto tuttavia per valutare se le piante hanno subito danni irreversibili. Sospesa anche la raccolta delle olive per le quali e' prevedibile una consistente perdita di prodotto. In Umbria - continua la Coldiretti - la situazione peggiore si registra ad Orvieto.
 

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di Veronica Riefolo
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