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Mare pericoloso: bolle 'ripiene' di vermi dopo il bagno a Napoli

Si sta diffondendo in questi giorni, tra Napoli e provincia, la notizia che diverse persone sono finite in ospedale dopo essersi ritrovate sul corpo delle strane bolle che, una volta schiacciate, si scoprivano essere piene di piccoli vermi. Si tratterebbe di una infezione dovuta all’inquinamento, peggiorato dopo il disastro ambientale relativo dal depuratore di Licola, col contenuto delle vasche finito in mare. I casi, a giudicare dalle voci di corridoio, sarebbero tantissimi. Come avviene in situazioni del genere, di testimoni diretti non ce ne sono: chiunque racconti la vicenda aggiunge di averla sentita da amici, conoscenti, e spiega che è relativa a terze persone non meglio identificabili. Gli elementi di una leggenda metropolitana, insomma, ci sono tutti: il mostro dell’inquinamento, il comportamento incauto di bagnarsi in acqua, la punizione orribile di trovarsi mangiucchiati dai vermi. Ma cosa c’è di vero in tutta questa storia? Nessun quotidiano, sinora, ha riportato la notizia e ciò dovrebbe già essere un campanello  d’allarme per mettere in dubbio la veridicità. Il passaparola, però, continua a diffondersi ed ormai si può dire che non c’è più nessuno che non abbia sentito questa storia. L’allarmismo è arrivato fin nei corridoi degli ospedali, dove però si è abbattuto contro il muro degli esperti: una cosa del genere non è possibile. Il dottor Francesco Faella, direttore dell’Unità operativa complessa della I Divisione Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche dell'ospedale Cotugno, lo spiega senza mezzi termini: “E’ una stupidaggine, è una cosa che da noi non può assolutamente succedere”. “Ci sono delle malattie, - spiega Faella, - in cui alcuni tipi di mosche depongono le uova sulla pelle ferite, le uova poi si schiudono ed escono le larve, ma non si tratta di patologie presenti sul nostro territorio”. Al Cotugno, così come negli altri ospedali campani, non è arrivato nessun paziente affetto dalle strane bolle ‘ripiene’. Ci sono stati nell’estate scorsa dei casi di infezioni della pelle, è vero, ma, sottolinea il dottor Faella, “si trattava di bambini, la cui pelle è particolarmente sensibile, e comunque si trattava solo di manifestazioni cutanee, solo lesioni ma assolutamente senza parassiti”.
E allora, da dove nasce questa che ormai possiamo definire leggenda metropolitana? “Questo non lo so, - sorride Faella, - ma spero che chi l’ha messa in giro abbia un suo tornaconto, altrimenti si tratterebbe veramente di un cretino”.

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