Cyber, scienza e gossip / Ambiente

Commenta Stampa

Maremostrum:tutti dati della Campania


Maremostrum:tutti dati della Campania
27/06/2009, 12:06

Un mare di cemento che divora la costa. E non solo, scarichi illegali, mancata depurazione pesca di frodo. Risultato: un mare di guai. Sette reati al giorno, , sei reati per km di costa. Un assalto alle coste campane pari ad un totale di 2776 infrazioni accertate nell’ultimo anno, 3142 persone denunciate o arrestate. 1002 sequestri effettuati. Numeri da brivido nel dossier Mare Mostrum 2009 Il Caso Campania di Legambiente. L’inedito dossier di Legambiente è stato realizzato con il contributo delle Capitanerie di Porto, del Corpo forestale, della Guardia di Finanza e del Noe dei Carabinieri. Le storie di mare in Campania raccolte da Legambiente sono quasi sempre storie di soprusi ed illegalità favorite dalle caratteristiche dell’elemento mare, che tutto nasconde e sottrae al controllo: veleni scaricati nel golfo, rifiuti e scarichi fuorilegge, petrolio, bracconieri e cemento che dilaga sul demanio. Ed e’ sempre piu’ allarme cemento. Il calcestruzzo per le case e gli alberghi abusivi  nel “cantiere Campania” si impasta senza sosta. Sono migliaia i nuovi edifici che ogni estate spuntano lungo le coste i: cemento illegale, o “legalizzato” dalla provvida variante edilizia, sotto forma di villetta perle vacanze, di grande albergo a strapiombo sul mare o di porticciolo turistico con annesso ristorante e shopping center, insomma full optional. Basterebbero i numeri del lavoro della sezione operativa navale della Guardia di finanza di Salerno a dare una vaga idea del caso Campania: in due anni, gennaio 2007 – dicembre 2008, nel territorio della costiera cilentana e amalfitana sono state denunciate 377 persone e sono stati messi i sigilli a 127 immobili tra ville, alberghi, lidi balneari e residence, per un totale di 159 mila metri quadrati di superficie e per un valore intorno ai 150 milioni di euro. A questi dati vanno aggiunti quelli delle operazioni dei Carabinieri, 223 persone denunciate per abusivismo edilizio e 73 cantieri sotto sequestro. Secondo l’assessorato alla Protezione civile della Provincia di Napoli in poco più di un anno sono arrivate al numero verde antiabusivismo oltre 1.400 segnalazioni, ma solo per il 17% di queste è stato effettuato un controllo. Ma l’indiscussa regina del cemento illegale è l’Isola di Ischia, 46 chilometri quadrati che sembrano inesauribili: qui si costruisce all’inverosimile, si impasta calcestruzzo senza sosta. Ed è qui che un magistrato ha deciso di “riaffermare la presenza dello Stato”. Aldo De Chiara,procuratore aggiunto di Napoli ha in programma circa 600 abbattimenti, più altre decine nella vicina Procida. E all’orizzonte un nuovo piccolo ecomostro ancora sulla carta, ma già oggetto di dure opposizioni da parte di cittadini e ambientalisti, è il Crescent, il gigantesco edificio a mezzaluna dell’architetto catalano Bofill sul lungomare di Santa Teresa a Salerno. Si tratta di un complesso semicircolare, con una superficie residenziale di circa 14.800 metri quadrati e 80 mila metri cubi di volume, adibito per lo più ad abitazioni private di pregio. Un condominio, insomma, su un terreno che il comune di Salerno ha riscattato al demanio per realizzare una struttura di interesse pubblico. Il Crescent, secondo le valutazioni del comitato sorto contro il progetto, stravolgerebbe completamente lo skyline della città. Sotto accusa anche il silenzio della Soprintendenza BAPdi Salerno, rea di un singolare silenzio-assenso all’opera.La stessa Soprintendenza che nelle scorse settimane ha smantellato l’ufficio abusivismo, vero e proprio paladino contro l’abusivismo nel Cilento. E se al cemento illegale si somma un sistema di depurazione inefficiente e mal funzionante ecco che la Campania è la regione con il valore di balneabilità più basso, intorno all’81%, in particolare a causa delle pessime prestazioni della provincia di Caserta, con una balneabilità al 35% e 28,7 km di costa inquinata su 44,2 controllati e 45 totali.“ Scaricano illegalmente in mare- dichiara Michele Buonomo, presidente regionale Legambiente- continuano a costruire abusivamente sul demanio, distruggono l’ecosistema con la pesca illegale,.Questo l’identikit dei pirati  del mare – prosegue Buonomo- che mettono quotidianamente a rischio la risorsa mare. Davanti a questi numeri, le amministrazioni centrali e locali devono fare scelte chiare ed inequivocabili: pianificare ed ottimizzare il ciclo delle acque, abbandonare scellerate politiche di cementificazione, intensificare i controlli. Oggi il turismo sostenibile, la promozione dei parchi e delle riserve marine- conclude il presidente regionale- rappresentano la new economy,il valore aggiunto per il futuro economico, culturale e sostenibile della nostra regione.”Come ogni anno, Legambiente premia i “nuovi pirati del mare” con le Bandiere Nere, proprio quelle bucaniere con tanto di teschio e tibie incrociate. Il riconoscimento in negativo quest’anno è una replica dello scorso anno a dimostrazione che nella nostra regione nulla si muove. Alla Regione per la mancata depurazione delle acque del litorale Domizioflegreo. Per il decennale immobilismo e la pessima gestione degli impianti di depurazione campana. Un caso esemplare di cattiva politica, una situazione intollerabile che richiama precise responsabilità anche penali circa la gestione e la manutenzione degli impianti di depurazione e che mette in evidenza l’inerzia degli stessi organi di vigilanza. Il cattivo funzionamento riguarda i cinque impianti (Cuma, Foce Regi Lagni, Acerra, Napoli Nord e Caserta) predisposti per la depurazione delle acque del litorale Domizio flegreo. Depuratori fuorilegge che immettono le loro acque non depurate direttamente nel mare, realizzati con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, mai rimodernati e soggetti a scarsa manutenzione ordinaria. Una bandiera nera “collettiva”, dunque, assegnata per la terza volta per l’ennesima debacle della classe politica amministrativa campana: Regione, Commissario di Governo per le Acque, Arpa e diverse amministrazioni comunali e provinciali. L’illegalità ambientale non si ferma sulla terra ferma, imperversa sui nostri mari facendo razzie d’ogni forma di vita. Pescherecci armati di reti illegali, congegni esplosivi e altre diavolerie saccheggiano indiscriminatamente l’habitat marino, mandando pure sul lastrico migliaia di pescatori onesti. Nel solo 2008, la regione dove si collezionano più reati sono la Campania (1.005), Impressionanti le quantità di pesce sequestrato, 5.142 chili in Campania, Con la presentazione di Mare Nostrum inizia anche l’estate della Goletta Verde di Legambiente, la campagna itinerante di analisi e di informazione sullo stato di salute delle acque di balneazione. La Goletta Verde farà tappa in Campania ad Acciaroli ed Ischia . Dai primi di luglio l’estate di Legambiente in Campania inizia con Riciclaestate campagna di sensibilizzazione e raccolta differenziata nelle localita’ costiere del salernitano realizzata in collaborazione con il Conai.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©