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MARINA RIPA DI MEANA HA AMATO UN TRANSESSUALE


MARINA RIPA DI MEANA HA AMATO UN TRANSESSUALE
22/09/2008, 11:09

«Me la ricordo bene, Gianna: rossa, gambe forti, vocione profondo, tanga amaranto. Passeggiava al Parco Ravizza. La feci salire sulla mia Giulia una notte del 1970, tornando da un giro elettorale tra Mantova e Cremona, digiuno, stanco e sudato. Appena mi toccò esplose la passione», racconta senza ritrosie Carlo Ripa di Meana.

Gianna era un trans, i due ebbero una relazione rievocata ieri in un'intervista a Libero (già raccontata nell'autobiografia «Cane Sciolto», di Kaos editore) e di cui lo storico ambientalista e paladino del Pincio parla con consapevolezza: «Furono mesi di notti segrete e voluttuose. Un amore violento. La vedevo bellissima, a parte le mani tozze e certo, la barba che ricresceva al mattino. Però, era molto sensibile. Allora lo tenni per me. E potrei tacerne anche adesso, perché crea imbarazzo o mi macchia l'immagine. Ma questo sono io, con i miei difetti, non credo sia giusto spiantare un pezzo di vita perché discutibile o può spiacere a chi non lo sapeva». Come l'amico Vittorio Emiliani: «Ma sa, Carlo era un tipo svagato, una volta lo aspettavamo per un comizio a Voghera, lui andò a Mortara». Nell'intervista a due voci anche Marina Ripa di Meana si svela: «Quando ho conosciuto Carlo avevo altri due fidanzati e mezzo, gli amici dicevano che avevo 37 anni, l'età di mettere la testa a posto. La mia cameriera diceva che dovevo cambiare il sangue perché ero ninfomane».

 

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di Redazione
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