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Maschi in crisi tra le lenzuola


Maschi in crisi tra le lenzuola
03/04/2009, 15:04

Lui cucina e fa il 'mammo', lei è in carriera e sessualmente sempre più precoce e disinibita. Un'evoluzione naturale della società moderna, che sotto le lenzuola può comportare però qualche complicazione. Parola di andrologi, infatti, dilaga tra i giovani maschi italiani la 'sindrome del voto' a letto: l'ansia della performance perfetta, la paura di non essere "normali" e il timore di non reggere il confronto con gli uomini che la partner ha 'testato' nelle precedenti relazioni. "Una sindrome dell'esame che in parte nasce anche dall'atteggiamento più aggressivo della donna moderna", e che si sfoga su Internet dove "si moltiplicano i maschi confusi che chiedono certezza al medico". A descrivere il fenomeno è Bruno Giammusso, a capo dell'Unità operativa di andrologia dell'università di Catania e coordinatore scientifico della campagna di informazione 'Torna ad amare senza pensieri', promossa dagli esperti della Società italiana di andrologia (Sia).La seconda edizione dell'iniziativa, al via sabato 18 aprile con il sito www.amaresenzapensieri.it e il numero verde 800-363677, è stata presentata oggi a Milano dopo il successo riscosso nel 2008. "Dal maggio scorso - riferisce Giammusso - il portale della campagna è stato visitato da 478.800 persone, nel 90% dei casi uomini" e nel restante 10% da donne che invocavano aiuto per conto del partner frenato dall'imbarazzo. E dall'identikit del maschio italiano che cerca nella rete risposte 'intime', ma scientificamente autorevoli, emerge un panorama a due colori. Da un lato "c'è il paziente andrologico standard - dice lo specialista - Un 60-70% di uomini 50-60enni, prevalentemente diplomati e residenti nelle grandi città di Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, diabetici, ipertesi, cardiopatici o operati alla prostata, che pongono domande sulla disfunzione erettile in modo consapevole e maturo". Ma dall'altra parte c'è una quota di giovani in empasse: "Un 30-40% fatto da ragazzi, ma anche da 30-40enni, che si sente sotto esame e punta alla perfezione". Insomma, se molti uomini italiani nel cuore dell'età di mezzo diventano 'cybernauti' perché non hanno mai fatto una visita dall'andrologo, sanno di avere un problema e decidono di chiedere consiglio all'esperto armati di mouse e computer, le nuove generazioni e i giovani adulti si affidano all'anonimato di Internet per 'scaricare' online le loro insicurezze. E da questi "confusi" arrivano le domande più svariate, racconta Giammusso: c'è il ragazzino che cerca la ricetta del 'mix esplosivo' di alcol e pasticche da assumere in discoteca nell'illusione di potenziare le proprie doti sessuali, e c'è il giovane tentato dalle pillole dell'amore, che spera di trovare l''aiutino' esplorando vie alternative. "Scorciatoie extra-mediche assolutamente da scoraggiare perché pericolose - ricorda lo specialista - e perché i farmaci contro la disfunzione erettile sono medicinali su prescrizione, da assumere sotto controllo medico". Più in generale, continua Giammusso, c'è poi la paura di non possedere i requisiti di una presunta normalità: "Ci chiedono quali sono le misure sessuali maschili normali - riporta l'andrologo - oppure quanti rapporti sessuali alla settimana bisognerebbe avere, o qual è l'ora del giorno in cui l'erezione è ideale, o cosa bisognerebbe fare per soddisfare la partner" e stupirla con inediti 'effetti speciali'. Ma c'è anche chi chiede "se la masturbazione o l'abitudine ad andare in bicicletta possono causare disfunzione erettile", e c'è chi si interroga sull'ansia da prestazione, sull'eiaculazione precoce o sul calo del desiderio. "E' un po' quella che Freud chiamava 'angoscia di castrazione' - riflette Giammusso - ossia il terrore di perdere la propria virilità". Soprattutto oggi che è venuta a mancare la visita di leva, osserva il presidente della Sia, Vincenzo Gentile, "c'è la necessità di diffondere sul territorio nazionale una cultura andrologica radicata, come tradizionalmente quella ginecologica è per la donna fin dall'adolescenza. Da qui l'impegno della Sia nelle scuole" della Penisola. I ragazzi italiani hanno sete di informazione, riprende Giammusso, e abbandonati a se stessi "finiscono per rivolgersi alle fonti più sbagliate: gli amici, la pornografia. Tutto, ma non il medico. E il rischio è che questo esercito di confusi vada a ingrossare le fila dei malati di domani". Studi scientifici internazionali, proseguono gli specialisti, dicono che quasi un terzo degli uomini ha problemi di disfunzione erettile già intorno ai 40 anni, "legati in questi casi a disagio psicologico più che a un vero e proprio disturbo organico", puntualizza Giammusso. "E poi ci sono sintomi sempre più comuni come l'eiaculazione precoce, il calo del desiderio, oppure il varicocele o altri problemi - elenca Gentile - che se affrontati tempestivamente si rivelano banali, ma che trascurati possono compromettere alla lunga la salute sessuale e quella generale". Ma oltre che dalla disinformazione, il 'virus' dell'insicurezza dipende anche da questioni sociali, fa notare Silvia Leonzi, docente di processi culturali e comunicativi all'università La Sapienza di Roma. Nell'era dei nuovi mass media e dei social network, "tutti cercano di mettere in scena modelli vincenti - afferma - Prototipi di perfezione che nella realtà sono impossibili da raggiungere e scatenano fragilità". Non solo. "In un'epoca in cui si assiste in un certo senso alla 'femminilizzazione' degli uomini e alla 'mascolinizzazione' delle donne - argomenta l'esperta - si può creare una sorta di crisi dell'identità di genere". Lui anche 'casalingo', lei in carriera: meccanismi delicati che possono amplificare il disagio e la confusione nell'ex sesso forte.

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di Redazione
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