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Il ministro si scaglia contro il perverso gioco nipponico

Meloni:"Rimuovere il videogame dello stupratore dal web"


Meloni:'Rimuovere il videogame dello stupratore dal web'
09/02/2010, 21:02

ROMA - La trama del videogioco giapponese Rapelay è semplice: in pratica si vestono i panni di uno stupratore seriale che, dopo aver pedinato fino all'abitazione la giovane madre di due ragazzine, fa irruzione e violenta prima la donna e poi le sue figlie.
Dopo aver saputo della possibilità di scaricare il gioco con grande facilità, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha tuonato:"Farò richiesta alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che attualmente offrono la possibilità di scaricare da internet Rapelay, affinché rimuovano il gioco dalla rete".
"Sempre alla Polizia Postale - 
incalza la Meloni in occasione del Safer Internet Day - chiederò di valutare e segnalare alla Magistratura ogni eventuale ipotesi di reato".
In effetti, una delle tre ragazze presenti all'interno della "storia", è minorenne ma solo per le leggi italiane. Il punto è che, in giappone, si diventa difatti maggiorenni a 16 anni e non a 18(e la ragazza più piccola di Rapelay ha proprio 16 anni).
 Il ministro in ogni caso prosegue la sua arringa: "E' intollerabile che materiale di questo genere possa circolare liberamente ed essere lasciato a portata di clic a disposizione di tutti, giovanissimi compresi. Il messaggio che il videogioco lancia è semplicemente aberrante - continua -.
E’ inutile nascondersi dietro un dito, sostenendo che chi gioca ad un videogame come questo non resterà condizionato a commettere lo stesso crimine nella vita reale. Non è infatti questo il punto. Il vero rischio, certamente più concreto, è che prodotti come questo erodano la consapevolezza dei ragazzi circa la gravità di atti criminali tanto aberranti".
Eppure Rapelay è un gioco diffusissimo oramai da diversi anni, che ha milioni di fan in tutto il mondo e viene anche recensito su siti specializzati come questo. La cultura porno hentai, inoltre, si dedica ad sempre un certo genere di atti sessuali ricollegati proprio allo stupro e, oltre al videogame, esistono migliaia di cartoni erotici dove agisce un personaggio (definito "master-padrone") che con violenza e cinismo violenta giovani vergini dapprima sofferenti e poi decisamente compiacenti. Un genere, quello dello stupro che precede il rapporto sessuale, che piace moltissimo ai giapponesi e che riscuote ampio successo anche nel resto del mondo. Un perverso paradosso della società moderna che non ha nemmeno bisogno di essere nascosto e che non è di certo una scoperta recente. Insieme ai pedofili orgogliosi, da tempo esistono infatti gli strupatori per gioco . 
Il parere della Meloni appare però in questo senso incontrovertibile:"lo stupro, quando diventa un 'gioco', smette di indignare, di scuotere le coscienze e colpire gli animi. Diventa consuetudine, banalità, quotidianità: e questo è assolutamente intollerabile. L’abitudine alla violenza genera insensibilità verso di essa, e fa sì che non ci sia più alcun impulso a combatterla"
Il problema è che è giustissimo vietare un abominio antiumano come la violenza sessuale e non tollerare che si trasformi in videogame ma, riflettendoci, esistono già milioni di titoli nei quali non ci si "limita" a stuprare ma si uccide il nemico o si combatte violentemente. Il paradosso nel paradosso potrebbe quindi essere questo: intolleranza verso i giochi che ti fanno vestire i panni di un maniaco erotomane ma tolleranza assoluta verso i videogiochi nei quali ti trasformi in uno spietato soldato o in un assassino. Seguendo un certo ragionamento, l'80% dei videogamer, dovrebbero quindi essere potenziali killer o stupratori?

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di Germano Milite
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