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Napoli, Sindaco firma ordinanza su inquinamento Bagnoli


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Napoli, Sindaco firma ordinanza su inquinamento Bagnoli
03/12/2013, 13:09

NAPOLI - Il sindaco di Napoli ha firmato il provvedimento con cui “ordina a Fintecna Spa di provvedere, entro 30 giorni, alla presentazione del progetto per la rimozione integrale della colmata ai fini della messa in sicurezza dell'arenile di Coroglio-Bagnoli. Sempre nello stesso provvedimento il sindaco ordina a Cementir Italia Spa di provvedere, entro 30 giorni, alla realizzazione delle opere necessarie alla messa in sicurezza permanente del sito contaminato di pertinenza ai fini della eliminazione dei pericoli per la salute collettiva. Mentre alla Fondazione Idis di provvedere, entro 30 giorni, alla presentazione della certificazione di avvenuta bonifica ovvero alla messa in sicurezza permanente del sito contaminato ai fini della eliminazione dei pericoli per la salute collettiva”. Si tratta di una ordinanza che origina dal fatto che “allo stato sussistono rischi per la salute pubblica connessi alla presenza della colmata, alla mancata bonifica dei siti Cementir e alla mancata certificazione dell'avvenuta bonifica del sito Fondazione Idis, tanto che ancora perdura il divieto di balneazione e quello di frequentazione degli arenili”. Nella ordinanza è ricostruita la lunga storia di una bonifica più volte annunciata e mai realizzata, nonostante due accordi di programma quadro (2003 e 2007) e conferenze di servizi a cui non è mai seguita l'erogazione dei fondi necessari per la loro attuazione. Risorse che nel corso degli anni sono state addirittura ridotte, passando dagli iniziali oltre 200 milioni di euro ai circa 50 milioni di euro del marzo 2012. L'amministrazione, proprio a causa della situazione di grave inquinamento dell'area e del lungo tempo trascorso dall'emissione dei primi provvedimenti finalizzati alla bonifica delle aree contaminate, ha inteso procedere con la massima urgenza alla emanazione di questa ordinanza per evitare l'aggravamento della situazione di inquinamento già in essere nell'arenile di Coroglio-Bagnoli e dell'area marina antistante. Si tratta di un'ordinanza che trova fondamento nella giurisprudenza nazionale e transnazionale: nella giurisprudenza costituzionale, la quale ha posto in stretta connessione la tutela del diritto fondamentale alla salute, garantito dall'art.32 della Costituzione, con il diritto ad un ambiente salubre (ex art.9 della Costituzione); nella Carta di Nizza (art.37); nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo; in alcune sentenze del Consiglio di Stato. Due principi di matrice comunitaria ispirano l'ordinanza: quello di precauzione, che prevede “in capo alle istituzioni, ivi comprese quelle locali, l'adozione di misure indispensabili di cautela, anche per il caso di rischi solo potenziali”, e quello del “chi inquina paga” stabilito dalla Corte di Giustizia europea e dal Tuef secondo cui “l'obbligo di riparazione incombe soprattutto sugli operatori in misura corrispondente al loro contributo al verificarsi dell'inquinamento”. L'ordinanza, in cui risulta prevalente l'aspetto della tutela della salute come determinato anche dall'ambiente circostante, è stata firmata dal sindaco, infatti, in quanto primo garante della tutela della salute dei cittadini nel territorio di riferimento. Il ripristino ambientale, che il sindaco ordina, diventa strumento per garantire la salute collettiva e il benessere dei cittadini. Lo rende noto l'ufficio stampa del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

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di Redazione
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