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A dirlo l’analisi della produttività del ministero del Welfa

Neuromed tra i migliori centri di ricerca in Italia


Neuromed tra i migliori centri di ricerca in Italia
02/07/2009, 10:07

Questo il commento del direttore sanitario dell’IRCCS Neuromed dr. Carlo Mirabella ai dati presentati dal Ministero del Welfare che ha pubblicato il bilancio dell’attività di ricerca dei 43 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico italiani. Neuromed è tra i migliori dieci IRCCS privati della nostra penisola.
L’attività di ricerca dell’Istituto è tesa a individuare le basi molecolari e genetiche per la diagnosi e cura delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico. In particolare, l’attività di ricerca si concentra prevalentemente nel campo della biologia cellulare e molecolare e in quello della neurofisiologia e della neurofarmacologia. Le linee di ricerca rivolte allo studio molecolare riguardano tematiche di indubbio interesse per la clinica, nella logica di sviluppare anche la ricerca traslazionale su argomenti che, non a caso, hanno larga rappresentazione in review articles, nelle riviste mediche generali e biotech di maggiore rilevanza.
Risultati significativi sono stati ottenuti a seguito della patogenesi genetico-molecolare delle malattie vascolari e di studi di diagnostica e caratterizzazione molecolare di neoplasie del SNC, di studi epidemiologico-genetici e molecolari dei pazienti affetti da malattie ereditarie del SNC (Morbo di Huntington, parkinsonismo familiare ecc.), di studi rivolti alla caratterizzazione neurofisiologica dei disturbi del movimento e delle aree epilettogene.
Estremamente positiva è stata la ricerca Neurovascolare del Neuromed, focalizzata a chiarire importanti questioni riguardanti i fattori di rischio ed il trattamento delle malattie cerebrovascolari acute e croniche con particolare attenzione all’ictus cerebrale. L’attività di ricerca neurovascolare non si ferma solo ad un piano di investigazione clinica ma è anche concentrata a definire nuovi bersagli molecolari da utilizzare nelle terapie del prossimo futuro. Egualmente di altissimo livello le attività di ricerca svolte sugli mGlu, i recettori metabotropici del glutammato bersaglio di nuovi farmaci innovativi e le ricerche sui neurotrasmettitore GABA che sono responsabili della normale attività inibitoria nel sistema nervoso centrale. Alcuni lavori svolti nei laboratori del Neuromed mostrano che tali recettori sono meno efficaci nell’epilessia del lobo temporale rispetto agli individui normali determinando potenzialmente un’ipereccitabilità del tessuto nervoso che può portare all’epilessia.
 

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di Redazione
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