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Ricordi: " Contributo reale al rilancio dell' Italia".

No rientro ma investimento sui giovani

Soluzione: la messa in rete dei cervelli.

No rientro ma investimento sui giovani
25/03/2013, 21:43

L'ormai decennale questione sulla fuga dei cervelli dall' Italia viene bollata come falso problema. Adesso si punta più all'investimento sui giovani che non alla necessità di farli ritornare nel nostro paese.

Questa la tesi sostenuta da Camillo Ricordi, scienziato e docente presso l'Universita' di Miami, in Florida, dove ricopre il ruolo di direttore del Diabetes Research Institute (Dri) e della divisione del Centro Trapianti, che afferma: " Quello della fuga dei cervelli e' un falso problema. L'Italia piuttosto dovrebbe valorizzare fin d'ora i suoi giovani e sviluppare politiche di medio termine che consentano ai nostri ragazzi non solo di prepararsi e formarsi, ma anche di diventare produttivi per il Paese, sviluppando brevetti in Italia e non piu' all'estero. Un cambio di marcia che sarebbe molto piu' utile e importante rispetto all'obiettivo di far rientrare qualche 'vecchio trombone' ".

Il professore è stato  raggiunto telefonicamente  per parlare di come i ricercatori d'eccellenza potrebbero dare un contributo reale al rilancio del nostro Paese, piegato dalla crisi.

"Potrei anche valutare l'idea di rientrare in Italia per dare un contributo reale, ma il mio problema e' trovare una cura per il diabete, e questo si puo' fare mettendo in rete i cervelli, indipendentemente da dove si trovano".Così risponde Ricordi all'eventuale pensiero di un ritorno nel nostro paese.

 Con la Diabetes Research Institute Federation "abbiamo messo in rete centinaia di centri nel mondo, fra cui anche cinque italiani, per accedere alle risorse e alle scoperte messe a segno a livello internazionale. Abbiamo anche importantissimi contatti con la Cina, e questo lavoro in collegamento e' fondamentale. Certo, se l'obiettivo e' lo sviluppo economico, allora sono convinto che sia davvero importante investire sui giovani. Questo sarebbe un ottimo punto di partenza: formare, ma anche far crescere ricercatori brillanti, che non saranno piu' spinti ad andare all'estero nel momento in cui sono piu' produttivi, ovvero al momento di 'disegnare' brevetti".

Se vengono seguite queste modalità proposte da Ricordi,  il  lavoro dei giovani si traduce  in una ricchezza per altre nazioni. "Uno spreco terribile, un po' come fornire manodopera ultraspecializzata gratis" a societa' concorrenti, riflette lo scienziato. "Dunque occorre sviluppare finalmente una politica che potenzi la ricerca in Italia. E se si pensa che le biotecnologie segneranno la prossima rivoluzione nella scienza, occorrerebbe puntare su questo settore. Con un progetto di medio termine", conclude così il discorso Ricordi, il quale ha le idee ben chiare sulla risoluzione di questo enigma.

Per il momento lo studioso di Miami il 12 aprile si recherà all'Universita' di Tor Vergata per tenere  una Lecture promossa da Fondazione Sigma-tau dal titolo 'Dalla prevenzione alle terapie avanzate. Nuove strategie per affrontare la pandemia diabete'.

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di Flavia Stefanelli
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