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Ritocco da dilettanti per una delle foto del libello

“Noi amiamo Silvio”. E ci è simpatico anche Photoshop


“Noi amiamo Silvio”. E ci è simpatico anche Photoshop
04/02/2010, 00:02

Viene distribuito in questi giorni “Noi amiamo Silvio”, un libro fotografico dedicato a Silvio ‘Narciso’ Berlusconi, in cui sono state raccolte le immagini che testimoniano l’impegno del Cavaliere a livello nazionale e internazionale. Perlomeno, è questo quello che si legge nella prefazione firmata dall’editore, Alberto Peruzzo. Basta poco, però, per capire che la realtà è un po’ diversa: almeno una delle fotografie è ritoccata vistosamente. Considerazione bipartisan: siamo alle solite. Realtà manipolata, per veicolare un messaggio che forse, lasciato intatto, non sarebbe stato altrettanto incisivo. Se la bravura di un cameraman sta nell’inquadrare le stesse persone presenti ad una conferenza evitando accuratamente le sedie vuote, un grafico dovrebbe evitare di abusare dei soliti strumenti dozzinali, che portano a squallidi risultati. Specialmente se non si sta modificando un fotomontaggio goliardico ma una immagine destinata al grande pubblico. Il libro non è edito direttamente da Berlusconi, quindi non è possibile dire se a decidere le modifiche sia stato il Cavaliere o se si sia trattato di un “omaggio”, ma sicuramente un regalo del genere andava incartato meglio.

Considerazione a parte, passiamo direttamente ai fatti. La fotografia che vede Berlusconi sorridente nell’atto di allargare le braccia davanti ad una folla oceanica in piazza Duomo è falsa, e che secondo la didascalia è stata scattata nell’aprile 2008, è falsa. Sbagliata sia la data (la foto gira in Internet almeno dal 2003, seppur lievemente diversa, e didascalie datate la indicano come scattata nel 1998), grossolano il lavoro di modifica effettuato dai grafici. Il mazzo di fiori che regge Berlusconi, tanto per cominciare, è stato palesemente disegnato. La folla, poi, è stata costruita al computer: la prova sta nel fatto che gruppi di persone sono state “clonate” (praticamente copincollate) da un angolo all’altro, e non basta “invertire” l’immagine (con l’effetto che restituisce la speculare) per impedire che un occhio allenato se ne accorga. Stesso “lavoretto” è stato fatto su alcune bandiere, che sono state duplicate e piazzate tra la folla. Gli stessi contorni del palco dal quale si affaccia Berlusconi sono troppo sfumati per essere reali.

La stessa foto appare, per essere precisi, nel volume “Una storia italiana”, inviato a centinaia di migliaia di famiglie nel 2001. La didascalia indica che è stata scattata nel 2008, ma la posizione di Berlusconi e la piazza sono le stesse. Cambia appena la folla, qualche bandiera è in un posto diverso, ma si tratta indubbiamente della stessa immagine. Una “generica folla Berlusconi”, si potrebbe definire in gergo giornalistico. Di quelle, insomma, che vanno bene dappertutto: cambi un po’ i colori, qualche rattoppo, e l’acclamazione è servita.

Aggiornamento:
Come segnalato da alcuni lettori, l'editore del libretto ha dichiarato di aver fatto visionare alcune bozze a Berlusconi e che è stato questi a suggerire delle modifiche. Comprese quelle sulla foto in questione.

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di Nico Falco
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