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Lo slogan punta alla sconfitta della malattia

Obiettivo “zero” nella lotta all’Aids


Obiettivo “zero” nella lotta all’Aids
30/11/2011, 19:11

MILANO -  Zero morti per Aids, zero nuove infezioni da Hiv, zero discriminazioni per i malati di Aids: arrivare a zero. Questo è lo slogan della Giornata Mondiale per l’Aids che si celebra il primo novembre in tutto il mondo. Stando ad alcune fonti, nel 2010, in tutto il mondo, le nuove infezioni hanno raggiunto quota 2,7 milioni e le morti per Aids sono state 1,8 milioni. Ancora tanti dunque anche se questi numeri sono i più bassi mai raggiunti dopo il picco dell’epidemia. Le nuove infezioni si sono ridotte del 21 per cento, dal 1997, e le morti sempre del 21 per cento, dal 2005. Nei paesi in via di sviluppo, vi è anche un miglioramento nelle cure in quanto il 50% delle persone affette da questa malattia, sono curate con farmaci salvavita. Campagne di prevenzione, test diagnostici e farmaci anti-virali hanno fatto tanto ma questo non è ancora sufficiente. La Giornata Mondiale vuole stimolare, a livello nazionale, iniziative di vario tipo. In Italia, il Ministero della Salute organizza la manifestazione Scratch Aids Away, (Scaccia via l’Aids) un festival musicale per sensibilizzare i giovani alla prevenzione. La Lila, la Lega italiana per la lotta all’Aids, lancia la campagna “Aids. Proteggiti semplicemente” per promuovere l’uso del preservativo. Il Cesvi, un’organizzazione umanitaria italiana, festeggia i dieci anni della sua campagna per la lotta alla malattia nell’Africa sub-sahariana.
Il Nps Italia, il network delle persone sieropositive, lancia Hiv-Bookmark, la prima applicazione al mondo per i sieropositivi, creata in Italia e sviluppata per la piattaforma Android, Iphone, Rim (Blackberry OS) Symbian con nove funzionalità tra cui l’agenda per la gestione della terapia, l’elenco delle interazioni fra i farmaci, un database dei centri di malattie infettive. La Fondazione Asvi presenta il progetto “Free 10 anni di prevenzione materno-fetale dell’Aids in Uganda”. Non mancano quindi le proposte che vanno in direzione dell’obiettivo “zero” nonostante la ricerc continui a fare il suo lavoro. L’obiettivo a cui si ambisce è trovare una vera cura per l’infezione, capace di guarire e di eliminare il virus dall’organismo. Gli approcci sono due: la “cura sterilizzante” e la “cura funzionale”.  La prima si basa sulla terapia genica:un gruppo di ricercatori dell’University of Pennsylvania ha provato a manipolare i globuli bianchi di una persona sieropositiva“silenziando” il gene che produce il recettore cellulare per il virus. Un altro gruppo della Johns Hopkins University di Baltimora e dell’University of North Carolina stanno, invece, sperimentando due farmaci che potrebbero eliminare il virus dall’organismo, andando a stanarlo dai suoi rifugi dove rimane silente. Per ciò che riguarda l’aspetto economico di questa malattia, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plos, con un investimento di 1,5 miliardi di dollari, fra il 2011 e il 2015, si potrà raggiungere raggiungere un 80 per cento di copertura della circoncisione in 14 Paesi prioritari dell’Africa e con 500 milioni di dollari all’anno, tra il 2016 e il 2025, per mantenere la copertura, si otterrebbe, tra il 2011 e il 2025, un risparmio di 16,5 miliardi di dollari in termini di minori spese per le cure.

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di Erika Noschese
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