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Il discusso fotografo lancia la sua ennesima provocazione

Oliviero Toscani e la vagina-regina del calendario 2011

Le femministe:"Donna resa oggetto"

Oliviero Toscani e la vagina-regina del calendario 2011
11/01/2011, 19:01

Con il "Consorzio Vera Pelle Italiana conciata al Vegetale", il nuovo calendario 2011 interamente dedicato al perenne oggetto del desiderio d'ogni uomo, il controverso fotografo Oliviero Toscani si presenta ancora una volta come "caso artistico" sul quale in tanti dibatteranno nei prossimi mesi.
Dopo la discussa, prorompente ed efficace campagna anti-anoressia portata avanti grazie alle foto della scheletrica e sfortunata Isabelle Caro, Toscani propone infatti un calendario distribuito da Rolling Stones che, per ogni mese, presenta una vagina differente.
Pelo corto, pelo lungo, pelo rosso, riccio, vaporoso o del tutto assente: la carrellata di genitali femminili è decisamente variegata ed ha suscitato più di una reazione di sdegno nel mondo femminista. La prima scandalizzata, come riporta anche il magazine di ciaopeople firmato da Gennaro Marco Duello, è stato l'assessore all'istruzione del Comune di Firenze, Rosa Maria di Giorgi:"E' una provocazione che produce solo danni. Diseducativo che un artista come Toscani usi un tipo di formula del genere, mi appello affinchè vengano ritirati immediatamente".
Ugualmente risentita si è poi dimostrata anche Maria Federica Giuliani, presidente della commissione delle Pari Opportunità del consiglio comunale di Firenze:"Sono pervasa da un senso di grande amarezza, non solo donne-oggetto ma ora anche pelle-vegetale".
Il fotografo, dal canto suo, aveva già fornito un'eloquente spiegazione al settimanale CQ:"Sul tavolo l'oggeto del desiderio, che come tutti gli oggetti del desiderio, crea dei problemi, soprattutto a chi non ha desideri. La vagina da quando è nata l'umanità è apparsa sulla Terra come un mistero insondabile, che turba ed attrae. Da qui ha origine la vita di ognuno, qui vorremmo tutti ritornare dopo la morte e qualche volta anche prima. La vagina è autentica".
E dunque, in effetti, in cosa risiede la trasformazione della donna in oggetto se, l'oggetto in questione, equivale a desiderio e quindi semmai a celebrazione artistica dello stesso? Si può reificare, poi, una singola parte anatomica? Affermare che la donna è (solo) la vagina, non è di per sè un discorso maschilista? Dovrebbero probabilmente riflettere su queste domande sia Giuliani che Giorgi; magari riuscirebbero a "leggere" la provocazione di Toscani in maniera meno pregiudiziale e miope.

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di Germano Milite
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