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Per le associazioni Varsavia ha strumentalizzato il vertice

Onu, la Conferenza sul clima si trasforma in una burla

Midulla (Wwf): "La Conferenza è a un livello bassissimo"

Onu, la Conferenza sul clima si trasforma in una burla
21/11/2013, 19:17

VARSAVIA (POLONIA) - Si è rischiata la rottura a Varsavia, in Polonia, dove numerose Ong hanno abbandonato la Conferenza sul clima a causa del basso livello del vertice e dell’inadeguatezza delle questioni trattate. E’ la prima volta che la Conferenza delle parti dell’Unfccc (United Nations framework convention on climate change), la Convenzione di riferimento dell’Onu che si occupa dei cambiamenti climatici e dei problemi ad essi collegati, viene abbandonata in massa dai suoi partecipanti. Ma Mariagrazia Midulla, responsabile del settore “clima ed energia” del Wwf Italia, ha spiegato: “La Conferenza sul clima è a un livello bassissimo e assolutamente non al passo con quanto richiesto dalla comunità scientifica”.

Midulla ha spiegato che la maggior parte dei problemi legati alla natura deludente dell’incontro sono dovuti al fatto che il Paese ospitante, la Polonia, anziché gestire il vertice in maniera tale da affrontare i temi del surriscaldamento globale e del contenimento dell’innalzamento della temperatura entro due gradi, lo ha manipolato per sponsorizzare l’utilizzo del carbone cosiddetto pulito e la tecnica di estrazione di idrocarburi shale gas, oltre che per cogliere l’occasione per effettuare un rimpasto ministeriale. “Il Paese ospitante, la Polonia, ha approfittato del vertice per fare propaganda al carbone – ha spiegato Mariagrazia Midulla –, e dopo il rimpasto di governo il ministro dell’Ambiente polacco, che ha il mandato di questa Cop19, non è più ministro. Questo è il segnale di un fallimento”. Dopo aver dedicato i primi due giorni alla World Coal Association, un elogio del carbone cosiddetto pulito, e alla tecnica di estrazione di idrocarburi shale gas, infatti, la Polonia ha proceduto alla delegittimazione di Marcin Korolec, presidente della Conferenza, al quale è stato tolto l’incarico di ministro dell’Ambiente, incarico che è stato attribuito ad un sostenitore dello shale gas, una tecnica di estrazione degli idrocarburi tra le pià contestate per gli effetti negativi del suo impatto sull’ambiente.

Il Wwf, tuttavia, ha annunciato di essere riuscito ad avere, insieme ad altre tre associazioni, un incontro con il ministro dell’Ambiente italiano, Andrea Orlando, che si trova ancora a Varsavia, il quale ha detto di voler creare una nuova “road map” per il settore. “La delegazione italiana – informa una nota del ministero dell’Ambiente – si è fatta promotrice di un’iniziativa politica volta a favorire un dialogo tra Unione Europea e Cina”.

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di Vanessa Ioannou
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