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"Orecchio bionico", pochissimi fondi


'Orecchio bionico', pochissimi fondi
13/11/2010, 16:11

Otto paesi diversi si sono attivati per far si che l’Unione Europea si occupi maggiormente dei centri di eccellenza che curano la sordità. Scarseggiano i fondi per il cosiddetto “orecchio bionico”. Una emergenza che tocca anche il Centro impianti cocleari del Policinico Umberto I di Roma, capace di restituire la possibilità di sentire ad almeno 40 persone l'anno, la gran parte bambini. Il centro, infatti, rischia di interrompere la propria attività per mancanza di fondi.

A tal proposito si è svolto a Roma il convegno internazionale: “L’impianto cocleare in Europa: associazioni di utenti e centri clinici a confronto”. Fra i partecipanti, rappresentanti delle associazioni di otto Paesi: Italia, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Turchia, Paesi Bassi e Polonia.

“Abbiamo riunito i maggiori Centri europei e le associazioni di pazienti proprio per fare una petizione all'Unione europea con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione e l'Ue e ottenere che le persone affette da sordità profonda vengano riconosciute come disabili. Il nostro centro” - spiega Roberto Filipo, ordinario di Otorinolaringoiatria all'Umberto I – “è composto da otorinolaringoiatri, audiologi e psicologi e opera da circa 20 anni con ottimi risultati clinici e con una notevole produzione scientifica internazionale, ma ora rischia di ridurre o addirittura interrompere l'attività in quanto il budget viene garantito dalla struttura ospedaliera e non coperto direttamente dalla regione, come avviene in quasi tutta l'Italia”.

“Il problema della mancanza d’udito” – conclude Filipo – “è stato fino ad ora trattato in maniera superficiale e piena di pregiudizi”.

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di Redazione
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