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ORTOFRUTTA, ANCHE "BRUTTINE" IN VENDITA


ORTOFRUTTA, ANCHE 'BRUTTINE' IN VENDITA
13/11/2008, 08:11

Zucchine ricurve, carote bitorzolute, ciliegie non perfettamente tonde, cetrioli gobbi sono stati sdoganati dai Ventisette, che hanno dato oggi il loro via libera alla proposta della Commissione Ue di eliminare standard di vendita per 26 prodotti ortofrutticoli.

Le regole Ue su dimensione, peso e qualità rimarranno per altri dieci prodotti, dalle fragole ai peperoni alle mele, ma i negozianti potranno comunque mettere in vendita la frutta e verdura anche se imperfetta secondo gli standard europei, a patto che venga segnalata con una dicitura specifica. Le nuove regole entreranno in vigore a luglio del prossimo anno. Fra i 26 prodotti ci sono albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, meloni, cavoli, aglio, cipolle, spinaci e prugne.

"Ecco un esempio concreto del nostro sforzo per eliminare inutili lungaggini burocratiche", ha spiegato soddisfatta il commissario Ue all'agricoltura Mariann Fischer Boel, secondo la quale la mossa acquista una particolare rilevanza in questo periodo caratterizzato "da prezzi alti per gli alimenti e da una situazione economica difficile". "Non ha alcun senso buttare via prodotti perfettamente buoni, solo perché non hanno la forma giusta", ha commentato il commissario Ue. L'entusiasmo non è condiviso dalle organizzazioni di produttori italiani, i quali temono che la revoca di standard europei implichi un generale abbassamento della qualità dei prodotti. Per la Cia la riduzione delle norme di standardizzazione commerciale dei prodotti ortofrutticoli, è "un errore gravissimo che penalizzerà i produttori italiani, ma anche quelli di altri paesi mediterranei, come Spagna e Grecia". La Coldiretti mette in guardia dal rischio che i consumatori paghino prezzi elevanti per prodotti di scarto. Secondo Fedagri-confcooperative l'abrogazione "comporterà un inevitabile effetto di trascinamento verso il basso dei prezzi dei prodotti, a danno dei produttori che fanno qualita".

L'Italia è fra i Paesi, soprattutto mediterranei, che si sono opposti dalla proposta della commissione Ue paventando, come ha detto nei mesi scorsi il ministro dell'agricoltura Luca Zaia,"un problema di tutela e di sicurezza alimentare, ma anche di rispetto del lavoro fatto da molti fino a oggi per seguire i disciplinari di produzione".

A spingere verso una decisa deregulation della lunghezza e forma di frutta e verdura, come accusa la Cia, è stato il blocco dei paesi nordici, soprattutto i britannici. Nei giorni scorsi il grande gruppo di distribuzione Sainsbury's ha lanciato una battaglia con lo slogan "salviamo la nostra 'brutta' frutta e verdura", sostenendo che il risparmio per i consumatori, comprando frutta e verdura gobba, curva e nodosa, potrebbe arrivare al 40%.

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di Redazione
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