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Bergoglio risponde alle domande del fondatore di Repubblica

Papa scrive a Scalfari: “Dio perdoni chi non crede”


Papa scrive a Scalfari: “Dio perdoni chi non crede”
11/09/2013, 18:51

Il fondatore del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari, si pone dei quesiti riguardanti la fede e la laicità e Papa Francesco decide di rispondere personalmente alle domande di Scalfari, attraverso una lunga lettera.  "Mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede"; "la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza", dice il Santo Padre.
"Mi chiede - scrive il Santo Padre a Scalfari - se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso - ed è la cosa fondamentale - che la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e ovvedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire".
“Cosa dire ai fratelli ebrei circa la promessa fatta loro da Dio: è essa del tutto andata a vuoto? E' questo – si evince ancora dalla lettera scritta da Bergoglio al fondatore del noto quotidiano - un interrogativo che ci interpella radicalmente, come cristiani, perché, con l'aiuto di Dio, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, abbiamo riscoperto che il popolo ebreo è tuttora per noi la radice santa da cui è germinato Gesù. Anch'io molte volte nella preghiera ho interrogato Dio, in modo particolare quando la mente andava al ricordo della terribile esperienza della Shoah. Le posso dire che mai è venuta meno la fedeltà di Dio all'alleanza stretta con Israele e che, attraverso le terribili prove di questi secoli, gli ebrei hanno conservato la loro fede in Dio. E di questo, a loro, non saremo mai sufficientemente grati, come Chiesa ma anche come umanità”.
"La grandezza dell'uomo sta nel poter pensare a Dio. Ma il rapporto è tra due realtà. Dio non è un'idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell'uomo. Dio è realtà con la R maiuscola. Dio non dipende dal nostro pensiero. Del resto – scrive ancora il papa - anche quando venisse a finire la vita dell'uomo sulla Terra, e per la fede cristiana, in ogni caso questo mondo così come lo conosciamo è destinato a venir meno, l'uomo non terminerà di esistere e, in un modo che non sappiamo, anche l'universo creato con lui”.  

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di Erika Noschese
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