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Parte la campagna contro le "gravidanze da spiaggia"


Parte la campagna contro le 'gravidanze da spiaggia'
16/06/2010, 17:06

Si chiama Travelsex (sesso da viaggio) ed è una campagna che parte quest'anno per cercare di sconfiggere un fenomeno in continua espansione, anche se sconosciuto. Viene chiamato "gravidanze da spiaggia" e si riferisce a tutti quei casi di ragazze che - eccitate dal mare, dal fatto di incontrare bei ragazzi in costume e da qualche bicchierino di troppo - durante l'estate non prendono le dovute precauzioni nel fare sesso e a settembre affolano gli studi dei ginecologi perchè hanno una gravidanza in corso o anche una semplice malattia sessuale. Si tratta delle normali malattie (condilomi, herpes, gonorrea, sifilide o nel peggiore dei casi hiv, il virus dell’Aids) che hanno una loro pericolosità intrinseca e che ciolpiscono il 30% delle ragazze durante le vacanze.
La Sigo (una associaizone che vuole combattere il fenomeno) ha dato il via a questa campagna. Il Travelsex si fermerà in 10 città italiane, distribuendo ai ragazzi e alle ragazze un questionario da compilare con le normali domande per conoscere le abitudini sessuali e i metodi contraccettivi usati. Chi risponderà correttamente riceverà il Passaporto dell’amore sicuro, contenente una serie di informazioni sulla sessualità (pillola, contraccezione di emergenza, igiene intima, attività ormonale, controindicazioni sull’abuso di sostanze stupefacenti). Ma tutti riveceranno un ospuscoletto che è una vera e propria guida al sesso sicuro, per ridurre il rischio di malattie e per sapere i numeri utili di consultori ed altri posti utili per chi rimane qui. Inoltre una serie di curiosità sulle abitudini all'estero
Purtroppo noi siamo ancora il Paese dove la contraccezione più usata è il coitus interruptus (che non è una contraccezione) e quindi ci si dimentica che il sesso, per quanto piacevole, va fatto con la testa, se si vogliono evitare problemi. Come diceva in una sua canzone Jovannotti: "Qui lo rappo e qui lo scrivo, quando non conosco a fondo, metto su il preservativo"

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di Antonio Rispoli
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