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Solo il 6% osserverA' il digiuno ecclesiastico

Pasqua, Venerdì Santo: 7 italiani su 10 consumeranno pesce

Consumi in calo: meno agnello per carni più economiche

Pasqua, Venerdì Santo: 7 italiani su 10 consumeranno pesce
05/04/2012, 11:04

In barba a quanto predicato dalla religione Cristiana, in occasione del Venerdì Santo sette italiani su dieci consumeranno pesce. Solo il 6% dei cittadini effettuerà il digiuno, mentre il 23% si comporterà a tavola come negli altri giorni dell’anno. Secondo il dogma cattolico, in questo giorno, si dovrebbe osservare il cosiddetto “digiuno ecclesiastico” consumando un solo pasto durante la giornata. Questo perché il Venerdì Santo è il giorno della morte di Cristo. Ma l’osservanza è poco diffusa tanto è vero che Coldiretti ha stimato che in questa giornata gli italiani spenderanno circa 200 milioni di euro per acquistare 25 milioni di chili di pesce. Ennesima lotta tra sacro e profano, dunque. Più in generale, questa è la Pasqua che segue al Natale della crisi ed i segni meno già si vedono. Meno il 10% dei pacchi regalo acquistati, di uova e di colombe. meno 30% di agnello comprato, al suo posto sulle tavole degli italiani faranno capolino carni più economiche. "In un quadro di forte inasprimento fiscale – spiega Fiesa Confesercenti - che colpirà le famiglie e di aumenti trainati dai carburanti i consumatori sono sempre più oculati negli acquisti delle specialità alimentari anche in occasione di ricorrenze molto sentite". Secondo la Confederazione Italia Agricoltori, ad incidere maggiormente sulla spesa saranno proprio i prodotti classici della Pasqua i cui prezzi sono rincarati rispetto all’anno scorso. Come le uova di cioccolata (+5-8%), le colombe (+3%), l'agnello (+6 %), il salame corallina (+10%), le uova di gallina (+2%) e la pizza al formaggio (+4%). Nel dettaglio, l'associazione agricola ha calcolato voce per voce le spese: 800 milioni di euro per salumi, insaccati e soprattutto carne di agnello; 650 milioni per i formaggi; 610 per vini e spumanti; quasi 500 per le uova di cioccolata e le colombe pasquali; 290 per frutta, verdura (in particolare carciofi, asparagi e radicchio) e legumi; 280 per pane e pasta; 200 solo per l'olio d'oliva. Per Federalimentare “la Pasqua 2012 conferma quanto avvenuto a Natale, con un calo del 2% nell'acquisto di prodotti per la tavola, a valori costanti”. L’associazione prevede "un 2012 difficile, con una tavola sempre più povera a causa della contrazione del potere d'acquisto dovuta da un lato al perdurare della crisi e dall'altro al costante incremento della pressione fiscale".

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di Veronica Riefolo
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