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Patologie Renali: la prevenzione può far risparmiare in Campania 2,5 miliardi di euro di cure


Patologie Renali: la prevenzione può far risparmiare in Campania 2,5 miliardi di euro di cure
12/04/2011, 10:04

Gli impegni derivati dalle quotidiane emergenze, rifiuti e lotta alla malavita nella fattispecie di ieri, hanno concesso poco tempo al confronto con i politici regionali, alle prese con votazioni e riunioni consiliari. Ma, proprio per questo, il valore del faccia a faccia con gli esperti - medici di medicina generale e specialisti nefrologi, promosso ieri a Napoli da Value Relations e da Abbott - è ancor più particolare perché ha mostrato in tutta evidenza, dati scientifici alla mano, che con adeguata prevenzione e dando spazio ad una nuova cultura d'approccio alla malattia renale, si possono conseguire risparmi fino a 2,5 miliardi di euro in 5 anni, nella spesa sanitaria legata in Campania alle patologie renali croniche.

Alessandro Ridolfi, Responsabile Studi Economici Osservatorio Sanità e Salute, ha presentato le cifre e le stime relative alla Campania: 220mila le persone nella regione potenzialmente affette da IRC, una patologia ad elevata incidenza, che provoca una cattiva qualità della vita a chi ne soffre (costretto a dialisi e spesso a trapianto) ed ha un peso rilevante sui conti della sanità regionale: 226 milioni spesi nel solo 2009. L'unico rimedio è la diagnosi precoce: la IRC è definita "killer silenzioso" perché è asintomatica. Ma a che punto è la macchina sanitaria regionale su questo tema? "Un paziente in dialisi costa 50mila euro l'anno - ha precisato Michele Schiano Visconti, presidente della V commissione Sanita' della Regione Campania - con la prevenzione non solo si salvano e si migliorano le vite dei pazienti, ma si riduce considerevolmente la spesa sanitaria. Una sanità in regime di commissariamento, come la nostra, deve razionalizzare e non tagliare la spesa". Gli ha fatto eco, intervenendo nella fase conclusiva dei lavori (che ha lasciato prima del termine per un'altro impegno in aula alla Regione) la vicepresidente della V commissione, Anna Petrone, che ha ribadito l'impegno verso una nuova strategia di prevenzione, in grado di coniugare l'interesse per le persone, migliorando la vita dei pazienti, con quello per le risorse economiche.

D'altra parte, è stato spiegato più volte nel corso dell'incontro, prevenire significa risparmiare per meglio destinare cifre oggi assorbite da terapie costose, che possono essere evitate. Hanno partecipato al dibattito, moderato dal giornalista Carlo Gambalonga, docenti universitari come Vittorio Emanuele Andreucci e Bruno Cianciaruso, il presidente della SIMG Giovanni Arpino, in rappresentanza della medicina generale, clinici della farmacia ospedaliera come Assunta Racca e rappresentanti dei pazienti, come Annamaria Bernasconi.

Rosanna Coppo, presidente della SIN (Società Italiana di Nefrologia), ha spiegato che gli specialisti sono particolarmente impegnati a stabilire percorsi informativi per realizzare una prevenzione ad ampio raggio. L'indagine Eurisko commissionata dalla SIN evidenzia che gli italiani sono consapevoli che le patologie renali possono essere devastanti e invalidanti, ma non sanno che le indagini per prevenirle, o diagnosticarle in uno stadio iniziale, quando è facile monitorarle e tenerle sotto controllo, sono semplici, non invasive e poco costose. Il programma di prevenzione della SIN si lega alle iniziative varate di recente dalla Regione Campania che, con una delibera di gennaio 2011, ha scritto le regole per un network fra medici di base, medicina del territorio e specialisti, il cui compito sarà quello di intercettare i potenziali affetti da patologie renali prima che queste diventino croniche.

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di Redazione
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