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Tentativo di analisi lucida sulla questione morale

Perchè Grillo in Costa Smeralda fa uno strano effetto

Quello che il Giornale non dice

Perchè Grillo in Costa Smeralda fa uno strano effetto
10/07/2011, 19:07

La questione morale, se non diviene anche uno stile di vita, si svilisce fino a tramutarsi in semplice (e poco credibile) moralismo arruffapopolo. So che, con questo editoriale, corro l’odioso rischio di essere accomunato alle poco brillanti e molto stereotipate argomentazioni de “Il Giornale” ma, in nome della stima che provo per Beppe Grillo e per le battaglie che porta avanti da anni, in merito alla oramai nota vicenda legata alle vacanze in Costa Smeralda, non potevo non fornire un tentativo di lettura sobrio ed obiettivo; distante dagli estremismi dei fanboy e degli antigrillini.
Leggendo le varie reazioni alle foto pubblicate da Panorama ed all’articolo diffuso dal quotidiano berlusconiano, ho infatti notato il consueto squilibro isterico e superficiale di giudizi che si riscontra tra opposte fazioni di "supporter". Tra chi è con Grillo o contro di Grillo sempre e comunque, è del resto impossibile trovare analisi che non si limitino ad una poco esaltante lotta tra luoghi comuni e difese-attacchi in modalità automatica.
Ma perché il comico genovese nella stessa spiaggia dove potrebbero tranquillamente prendere il sole i Corona, i Mora, i Fede, i Briatore, i Bisignani ed i vari traffichini-imprenditori mi ha procurato un po’ di fastidio? Perché Beppe è “di sinistra” (mi scappa da ridere) e dovrebbe quindi essere brutto, musone e soprattutto straccione (mi viene da piangere)? Perché i ricchi non possono curarsi delle questioni dei meno ricchi e dei poveri e devono esclusivamente preoccuparsi di aumentare il proprio patrimonio? Ragionassi così, sarei uno dei tanti schiavi dello stereotipo con il cervello incagliato a schemi ed anatemi vecchi di 60 e più anni. Nessuna persona sana di mente, difatti, potrebbe mai contestare a Grillo il fatto di essere ricco e di scegliere come località per le proprie vacanze un luogo lussuoso e patinato ma, come scrivevo in incipit d’articolo, chi si fa alfiere di certe lotte così importanti e socialmente rilevanti, deve poi mettere in conto un comportamento che se non deve essere stupidamente integralista, al contempo, non deve nemmeno lasciarsi andare a forme di plateale e sfacciata contraddizione.
Essere No-Tav non significa infatti essere di “sinistra” ma scagliarsi contro la reale speculazione del finto progresso ai danni delle popolazioni autoctone e dei patrimoni naturali. Significa prendere una posizione netta (e condivisibile) contro i vari cialtroni avidi e ciechi che avvelenerebbero i propri figli pur di racimolare qualche soldo in più. Ebbene, la Costa Smeralda, seppur in maniera molto diversa (e molto meno plateale) rispetto alla Tav che si vorrebbe costruire in Val di Susa, è proprio simbolo di quell’aggressione capitalista e violenta alle meraviglie naturali e di esclusione della popolazione locale non abbastanza ricca dal godimento di beni che dovrebbero essere invece di tutti.

E se Beppe lo avessero beccato tutto solo in una splendida spiaggia sarda non ancora "colonizzata", l’avrei apprezzato ancora di più ed avrei pensato:"Non vuole lasciare la Costa Smeralda ai soli ricconi ma se la gode in disparte da quella gente che dice di detestare e contro la quale si scaglia da anni". Invece no: Grillo appariva immerso in quel carnaio patinato e spendereccio che tanta nausea genera in chi segue i suoi comizi e ride di gusto alle sue provocazioni. L’ideatore del movimento 5 stelle a sua volta promotore della saggia “decrescita felice”, si trovava a pochi passi di chi fa dello sviluppo insostenibile la propria ragione di vita. Per dirla con un altro esempio: se Caio martedì protesta insieme agli operai di Melfi per le novità contrattuali introdotte da Marchionne e, di mercoledì, compra una bella Fiat fatta in Polonia, quanto credibile e sentita apparirà la sua battaglia? Della questione morale si parla dai tempi di Berlinguer ma, a quanto pare, in questo mondo globalizzato così avvezzo ai compromessi perpetui ed all'ingordigia, è proprio impossibile trovare nei grandi personaggi pubblici grandi esempi di intransigenza e sacrosanta coerenza etica e morale.

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di Germano Milite
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